Pare che Lucrezia Borgia ne avesse ben 86 paia. Una collezione da fare invidia a Carrie Bradshaw ci verrebbe da dire; la nobildonna di casa Borgia era infatti una fan sfegatata delle “pianelle”, delle scarpe che avevano una caratteristica davvero inusuale per i tempi, ovvero erano delle zeppe.




Definite le prime platform shoes della storia, erano molto in voga tra le dame delle corti del ‘400 e ‘500. Al Castello Sforzesco di Milano possiamo trovare custodite un paio di pianelle appartenute a Beatrice D’Este. Ma com’erano esattamente le pianelle? Non molto diverse da quelle che oggi vengono chiamate mules, ovvero le scarpe dal design chiuso avanti e che lasciano il tallone scoperto, e con tacco zeppato, il che le rendeva assolutamente comode da portare, soprattutto sotto i lunghi abiti rinascimentali.



La suola veniva realizzata con materiali diversi, tutti più o meno resistenti, mentre la tomaia era impreziosita da tessuti pregiati come la seta, anche decorata con broccati e altre finiture sontuose. Se nel ‘400 erano di uso comune anche negli stati sociali più bassi, nel ‘500 le pianelle cominciano a presentare delle zeppe sempre più alte, oseremmo dire vertiginose. Sono in particolar modo le dame veneziane ad amare questa versione altissima, senza tuttavia considerare le complicazioni di tale scelta stilistica. Infatti, sempre più nobildonne cominciano a cadere per le strade di Venezia, e alcune di loro necessitano obbligatoriamente di essere accompagnate per scampare a qualche infortunio. Nel 1513, interviene addirittura il “Senato della Serenissima”, imponendo ai calzolai della città di non produrre più delle pianelle così alte.
Non è certa l’origine di questa versione esageratamente alta; secondo alcuni molte nobildonne copiarono questo trend dalle cortigiane, a dimostrazione che la moda, in ogni secolo, é sempre stata oggetto di mescolanze e ispirazioni dal basso verso l’alto, dalla strada verso i salotti più abbienti. Certo é che se oggi brand come Gucci o Vivienne Westwood portano in passerella platform e zeppe altissime, un po’ lo devono a Lucrezia Borgia e alle dame della Venezia del ‘500.
[📸 commons.wikimedia.org / Rama & the Shoe Museum in Lausanne / Beaest]