Perché il nuovo presidente del Consiglio riceve una campanella da quello uscente?

«Drin Drin. Mi ha chiamato il presidente del Consiglio dice: “Tana avrei bisogno di un consiglio”», canta Tananai nel pezzo di Thasup, “sci@ll@”. Non c’è stato bisogno di scomodare il cantautore, ma è più o meno andata così ieri, tra la nuova premier Giorgia Meloni e il presidente uscente Mario Draghi. Prima il colloquio privato tra i due, poi il “drin drin” della campanella suonata per la prima volta nell’ormai consueta cerimonia a Palazzo Chigi. Ma perché avviene questo “rito”? È un’idea nata nel 1996 dall’ex capo del Dipartimento del Cerimoniale di Stato di Palazzo Chigi, Massimo Sgrelli, che decise di rendere pubblico questo passaggio formale, sfruttando come strumento simbolico la campanella, utilizzata dai premier durante i Consigli dei ministri.
 
È il momento in cui il premier uscente passa i poteri a quello entrante. Il momento negli anni è stato teatro di numerosi siparietti, alcuni comici altri molto meno. Berlusconi mentre passava la campanella a Monti nel 2011 disse: “Io la suonavo da chirichetto”, suscitando le risate generali. Enrico Letta, visibilmente arrabbiato, nel 2014 invece si rese protagonista della cerimonia più gelida della storia repubblicana con Matteo Renzi. Ci sono state anche cerimonie insolite, come nel caso del 2019, quando Giuseppe Conte successe a sé stesso, durante il cambio di maggioranza per il governo Conte II.

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