Le vie di mezzo? Solitamente noiose. Ma, come per ogni migliore cliché che si rispetti, esistono delle eccezioni e la pencil skirt è senza dubbio una di queste. Pietra miliare del guardaroba femminile, la pencil skirt continua ad ammaliare le passerelle e i nostri armadi, emblema assoluto di seduzione discreta ma tagliente. Dalla silhouette a tubino e dalla lunghezza midi che arriva appena sopra o sotto il ginocchio, enfatizza le curve e conferisce un tocco immediato di femminilità senza tempo: austera e sofisticata, versatile e pronta a essere sdrammatizzata e reinventata in ogni occasione, la pencil skirt è un capo signature che è tornata prepotentemente ad affermare il suo potenziale nelle ultime stagioni.
È negli anni ’50 che il suo debutto conquista immediatamente le donne di ogni età: in un’epoca in cui la femminilità era un elemento indispensabile, questa gonna a tubino era il compromesso perfetto per incarnare lo spirito ladylike e in un certo senso conservatore del tempo – dovremo aspettare il decennio successivo, gli anni ’60, per scoprire le gambe come un atto di ribellione – ma anche per risaltare le forme del corpo, con quell’allure da pin-up rigorosa, in un perenne equilibrio tra svelare e celare. Monsieur Christian Dior introdusse la pencil skirt nella sua collezione Fall Winter 1954; fu solo l’ultimo tassello di una fortuna che ha segnato non solo quel decennio ma anche quelli avvenire. Con il trascorrere del tempo e l’introduzione di stili sempre diversi, la pencil skirt divenne l’emblema dello stile da ufficio, proprio per la sua autorevolezza che, tuttavia, non sacrificava la femminilità più squisita. Se avete visto Mad Men, avrete sicuramente notato le protagoniste femminili ancheggiare in gonne a tubino ad alto tasso di seduzione.
Non è un caso che, proprio nelle ultime stagioni, con il ritorno del trend office-core ma anche dell’eleganza sofisticata e sensuale, le pencil skirt siano tornate a gran voce. Non solo emblema di una femminilità più adulta e inaccessibile, ma perfetta per ogni età e occasione. Fendi ce la propone in maglieria per una rivisitazione dello stile bon-ton ma in chiave alternativa, mentre Saint Laurent resta fedele alle silhouette anni ’80 e al color-block, con combinazioni vitaminiche di bluse e gonne a matita che catturano l’attenzione al primo sguardo. Per lo Chanel di Matthieu Blazy sono in tweed e con la vita bassissima, perfette per giocare con cinture e sovrapposizioni che conferiscono un twist irriverente al daily chic più classico. Minimalismo anni ’90 per Jil Sander, che riprende il design tipico della gonna a tubino di quel decennio; per Acne Studios sono invece trasparenti e impalpabili, per un effetto layering libero e pronto a ogni sperimentazione. Per The Attico è a vita bassissima e si abbina a reggiseni in pizzo: il massimo dell’erotismo per una gonna che continua a evolversi restando fedele a se stessa.
[📷fendi.com]