Paisley, Polka-dot, Ikat…vi dicono nulla questi nomi? Sono solo alcuni dei pattern, ovvero delle fantasie più famose e amate dal fashion system. Al di là della loro iconicità, ogni pattern racchiude dietro di sé una storia, un significato, qualcosa che vada ben oltre la loro estetica. Ripercorriamo insieme la loro storia.
Il Paisley, portato in auge da brand come Etro, che ne ha fatto un tratto distintivo, ha origini nell’Antica Persia. Simbolo di vita ed eternità, il Paisely era molto utilizzato in India e durante gli anni della grande colonizzazione britannica furono proprio i coloni a importarlo in Europa, dove divenne popolarissimo tra il diciottesimo e diciannovesimo secolo. La città di Paisley, in Scozia, divenne il centro di maggior produzione manifatturiera della stampa, che prese il suo nome proprio da essa.
Romantico e barocco al tempo stesso, il Toile de Jouy è la stampa amatissima da maison come Dior, quintessenza dell’eleganza francese senza tempo. Questo pattern vede le sue origini proprio nella Francia del ‘700 ed era amatissimo dall’icona del tempo, ovvero la regina Maria Antonietta, che amava utilizzarlo sia nell’abbigliamento che negli interior. La sua caratteristica è quella di riprodurre scene di vita pastorale, mitologia e satira politica, attraverso per lo più una palette colori tenue e pastello.
Etnico e versatile, l’Ikat vede le sue origini in India, Indonesia e Asia centrale ed è una tecnica di tintura a resistenza in cui i fili vengono tinti prima della tessitura. Questo metodo permette un pattern blurry e soft che è diventato simbolo di sensibilità artistica e spirituale. In Uzbekistan, è il pattern più utilizzato durante cerimonie ufficiali ed è associato a ricchezza e prosperità.
Floreale con un tocco di regalità antica, il Jacobean Floral prende il nome dall’epoca giacobina britannica, durante il regno di re James I, nel diciassettesimo secolo. Un ricamo decorativo dove l’elemento floreale viene trattato in uno stile ispirato al mondo fantastico e stilizzato, con introduzione di frutti, uccelli ed elementi tipici della vegetazione. Ispirato inizialmente dai tessuti importati dall’India, gli artigiani inglesi lo reinterpretarono con motivi più esagerati e opulenti, per un effetto più impattante. Questo pattern divenne anche emblema di ricchezza e manifattura artistica di prestigio durante la dinastia degli Stuart.
Infine, grande protagonista della stagione estiva 2025 e non solo, troviamo il pattern Polka-Dots, meglio conosciuto anche come pois. Nato in Europa nella seconda metà del diciannovesimo secolo, con connotazioni non troppo specifiche, il suo nome trae origine dalla polka, la danza popolare che proprio nell’800 era in voga in Europa. Pur non essendo strettamente collegato al ballo, il termine polka era talmente in tendenza al periodo che garantì il successo della fantasia. Simbolo di giocoso ottimismo e femminilità spensierata, il suo massimo successo si ebbe tra il 1920 e il 1950, grazie anche a icone popolari come Minnie e Marilyn Monroe. Un successo che dura ancora oggi.
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