Patrizia Mirigliani, patron di Miss Italia: «Il mio regolamento rimane legato al concetto che devi essere donna fin dalla nascita»

Dopo la vittoria di Miss Olanda da parte di Rikkie Kolle, modella transgender di 22 anni, il mondo si è diviso tra gli entusiasti dalla svolta civile dello storico concorso di bellezza e chi invece non ha visto di buon occhio la vittoria da parte di una persona nata uomo. Patrizia Mirigliani, patron di Miss Italia, in un’intervista a “Radio Cusano Campus” riguardo l’evoluzione e la storia del concorso nato nel 1946, ha raccontato la sua visione citando il regolamento che prevede, come requisito per partecipare, di essere donna dalla nascita.

Le parole della patron: «Ultimamente i concorsi di bellezza cercano di fare notizia usando anche delle strategie che secondo me sono un po’ assurde. Il mio concorso, da quando è nato, ha un regolamento […]: devi essere donna dalla nascita. E pensi che tanti anni fa, io parlo di 50 anni fa, è nato questo regolamento e a volte anche io mi chiedo: “ma come mai hanno scritto donna dalla nascita?” Perché probabilmente già tantissimi anni fa si pensava che la bellezza potesse forse subire delle modificazioni, o che le donne potessero subire delle modificazioni, o degli uomini potessero magari diventare donne, e questo è un pensiero quasi antico se ci ragioniamo. Io non ho niente contro queste decisioni che prendono autonomamente i concorsi internazionali, dico semplicemente che bisogna ragionarci un attimo. In questo momento il mio regolamento rimane legato al concetto che devi essere donna fin dalla nascita, perché poi partecipano altre ragazze che sono donne fin dalla nascita e, insomma, ci sarebbe anche un divario tra un tipo di donna e un altro. In futuro non lo so, perché come dice lei c’è un evoluzione, cambiano proprio i tempi, cambia la società, cambiano i giovani, per cui tutto è possibile. Ma in questo momento sento di dire molto tranquillamente che non è che bisogna puntare ad essere più nuovi in un concorso di bellezza, secondo me, per essere innovativi, bisogna adottare altre dinamiche. A parte che nella semplicità naturalezza c’è sempre una forma di rivoluzione in Miss Italia costante, perché noi abbiamo ragazze tatuate o meno, abbiamo ragazze con extention, e tutto questo fa parte del nuovo modo di raccontarsi delle donne e lasciamo la libertà assoluta di essere come vogliono.»

La patron, successivamente, sottolinea l’inclusività di Miss Italia facendo riferimenti alle grandi svolte innovative adottate nel corso della storia, come l’ammissione di donne sposate o di qualsiasi colore di pelle negli anni ’90, o di donne senza la cittadinanza italiana, o ancora l’bolizione della richiesta delle misure per merito di Maurizio Costanzo.

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