È arrivato oggi, martedì 19 luglio, un nuovo aggiornamento sul caso di Patrick Zaki, il ricercatore iscritto all’Università di Bologna arrestato in Egitto.
Proprio ieri uno dei quattro avvocati del ragazzo ha riportato la condanna a tre anni di reclusione da parte del Tribunale di emergenza per reati contro la sicurezza di Mansura, in Egitto.
Condannato ieri, oggi ha ricevuto la grazia – ovvero il provvedimento di estinzione della pena a favore di un determinato soggetto – da parte del presidente egiziano Al Sisi. Come riporta “Ansa”, la grazia presidenziale è stata resa nota dalle autorità egiziane.
Patrick Zaki è stato arrestato in Egitto nel 2020 e rilasciato 22 mesi dopo, nel 2022: il suo processo è stato rinviato per mesi, fino a ieri, 19 luglio, giorno in cui il tribunale lo ha condannato a tre anni di carcere. L’avvocato che ieri ha riportato la notizia ad “Ansa”, ha anche aggiunto che, calcolando la custodia cautelare già scontata dal ragazzo, si sarebbe trattato di un anno e due mesi e che avrebbero fatto ricorso contro la condanna per annullare la sentenza o rifare il processo.
Riportate da “Ansa”, le parole del sindaco di Bologna Matteo Lepore: «È una grande gioia per Bologna, spero significhi abbracciarlo presto e riaverlo in città. Bisogna ringraziare anche tutti gli attivisti che si sono spesi per Patrick Zaki, Amnesty, il rettore, la professoressa Rita Monticelli, i governi che si sono succeduti e anche l’ultimo governo, che ha dialogato con l’Egitto. Per ora mi fermo qui, attendiamo altre notizie e speriamo che Patrick possa lasciare il Paese per averlo qui, è una grande gioia per Bologna, lo voglio ripetere».
Anche Riccardo Noury, portavoce di “Amnesty International Italia”, ha commentato: «Se ieri era un giorno catastrofico oggi è un giorno di felicità. E’ importante che Patrick torni a essere libero. Auspichiamo, se questo provvedimento non lo contempla, anche che sia abolito il divieto di viaggio. E questa piazza che si sta riempiendo al Pantheon, se un’ora fa era preoccupata, ora è una piazza felice».