Vi abbiamo già raccontato nel dettaglio le difficoltà attraversate dal brand di make-up fondato da Pat McGrath, che ha ufficialmente presentato istanza di protezione fallimentare secondo il Chapter 11, la principale procedura statunitense in materia. La decisione è arrivata dopo il fallimento dell’ultimo tentativo di ottenere nuovi investimenti o un partner operativo.
Cosa accade ora? Nel breve periodo, l’azienda ha assicurato che continuerà a vendere una selezione dei suoi prodotti. In una dichiarazione rilasciata a testate come The Business of Beauty, Pat McGrath Labs ha confermato la prosecuzione delle attività essenziali. La stessa Pat McGrath si è inoltre impegnata a mettere a disposizione 1 milione di dollari per pagare i fornitori chiave e garantire le retribuzioni dei dipendenti del marchio, da lei fondato oltre dieci anni fa e di cui è tuttora CEO.
Sul lungo termine, però, lo scenario è più complesso. L’istanza di fallimento rappresenta una sorta di “atterraggio di emergenza” per un brand che ha progressivamente perso slancio rispetto agli inizi. Dopo il lancio nel 2015 e soprattutto dopo il round di finanziamento del 2018 — che aveva valutato l’azienda 1 miliardo di dollari — il valore del marchio è crollato. In seguito all’uscita di diversi investitori, la valutazione si sarebbe ridimensionata intorno ai 174 milioni di dollari, complice un forte indebitamento, licenziamenti ripetuti e accuse di cattiva gestione.
In una dichiarazione giurata, Pat McGrath ha spiegato che i problemi finanziari derivano da una struttura del capitale non sostenibile, da passività accumulate negli anni e da una grave carenza di liquidità, che ha compromesso la capacità dell’azienda di operare in modo efficiente. Il debito principale è legato a un prestito garantito nell’aprile 2025 da GDA PMG Funding, società collegata all’investitore di Miami Gabriel de Alba. Secondo Pat McGrath Labs, il prestito ricevuto ammontava a 17,5 milioni di dollari, mentre GDA sostiene di vantare crediti per oltre 43 milioni.
L’azienda non è riuscita a rimborsare né a rifinanziare il debito. A giugno è stato aperto un conto bancario controllato da GDA, riducendo drasticamente la liquidità disponibile. A ottobre è arrivata la notifica di inadempienza e, a dicembre, GDA ha incaricato la società Hilco Global di avviare la vendita degli asset del marchio.
È stata prevista un’asta per il 27 gennaio e, secondo alcune fonti, Hilco aveva già contattato potenziali acquirenti specializzati in brand in difficoltà. Due soggetti coinvolti nel processo hanno dichiarato a The Business of Beauty che Pat McGrath Labs avrebbe generato circa 50 milioni di dollari di vendite nell’ultimo anno. Nei documenti depositati, l’azienda stima attività e passività comprese tra 100 e 200 milioni di dollari, con un numero di creditori compreso tra 200 e 999.
«Ho fondato il marchio per portare al pubblico ciò che facevo dietro le quinte», ha scritto McGrath nella dichiarazione. Alla domanda se resterà CEO durante la procedura fallimentare, un portavoce ha risposto che «le attività continuano normalmente».
Resta ora da capire se il brand troverà un acquirente disposto a rispettarne l’identità originale. Tra le ipotesi emerse durante il processo di vendita, c’è anche quella di un riposizionamento più accessibile, simile a marchi mass market come Max Factor. Un segnale in questa direzione è già visibile: un tempo protagonista assoluto da Sephora, Pat McGrath Labs ha ridotto la propria presenza nei negozi tradizionali, mentre i fan segnalano sempre più spesso prodotti del brand sugli scaffali di retailer off-price come TJ Maxx.
[📸 patmcgrath.com]