Papa Leone XIV incontra attori e registi, da Spike Lee a Cate Blanchett: “Il cinema è in pericolo”

Ieri il Vaticano si è trasformato in un tempio della settima arte grazie a Papa Leone XIV, che ha accolto in Sala Clementina oltre 160 registi, attori e professionisti del settore. Tra i presenti Kasia Smutniak; Cate Blanchett, due volte premio Oscar, che ha donato al pontefice un bracciale solidale a sostegno degli sfollati; e Spike Lee, autore del regalo più virale dell’evento, una maglia NBA dei New York Knicks personalizzata con la scritta “Pope Leo 14”. A rappresentare l’Italia, volti come Monica Bellucci, Luca Barbareschi, Sergio Castellitto, Maria Grazia Cucinotta, Chiara Francini, Matteo Garrone, Ferzan Ozpetek, Giacomo Poretti, Stefania Sandrelli, Anna Ferzetti e Giuseppe Tornatore. Presenti anche Kasia Smutniak.

Le parole di Leone, definito dallo stesso Spike Lee un cinefilo, sono state un invito appassionato alla settima arte, che quest’anno compie 130 anni, a restare sempre “luogo d’incontro”, “casa per chi cerca senso” e “linguaggio di pace”. Un cinema capace di stupire, di “mostrare anche un solo frammento del mistero di Dio”, ma anche di non avere paura di confrontarsi con “le ferite del mondo” e il “mistero della fragilità”, diventando uno spazio in cui l’essere umano può tornare a guardare sé stesso e il proprio destino.

Rivolgendosi ai registi e agli attori presenti, Leone XIV ha ricordato che attraverso le loro opere essi dialogano “con chi cerca leggerezza, ma anche con chi porta nel cuore un’inquietudine, una domanda di senso, di giustizia, di bellezza”. E per chi oggi vive “con gli schermi digitali sempre accesi”, il cinema resta molto più di un semplice schermo: è “un crocevia di desideri, memorie e interrogazioni”. Per questo cinema e teatri sono definiti “cuori pulsanti dei nostri territori”, presidi culturali fondamentali per la loro umanizzazione. Ma proprio questi luoghi, ha avvertito il Pontefice, sono “in pericolo” a causa della chiusura di molte sale cinematografiche. Da qui l’appello alle istituzioni a difendere e sostenere “il valore sociale e culturale di queste attività”, accolto da un lungo e caloroso applauso.

Infine, Leone XIV ha esortato il mondo del cinema a resistere alla “logica dell’algoritmo”, difendendo la lentezza quando serve, il silenzio quando parla, la differenza quando provoca: “La bellezza non è solo evasione, ma soprattutto invocazione. Il cinema, quando è autentico, non consola soltanto: interpella. Chiama per nome le domande che abitano in noi e, talvolta, anche le lacrime che non sapevamo di dover esprimere”.

[📸 IPA]

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