Papa Francesco, le parole che avrebbe pronunciato sui seminaristi gay finiscono sui principali media in tutto il mondo e fanno discutere

Una frase che ha scatenato il putiferio. La frase che Papa Francesco avrebbe pronunciato, riportata da Dagospia nelle scorse ore, ovvero «nella Chiesa c’è troppa aria di frociaggine», sta facendo discutere. Il luogo in cui le parole sarebbero state pronunciate sarebbe stata un’assemblea generale della Cei a porte chiuse, in cui il Santo Padre avrebbe ribadito la sua contrarietà all’ammissione al sacerdozio di persone con tendenze omosessuali. Il Corriere ha riportato che le parole siano state pronunciate il 20 maggio scorso, riportando l’ammissione di alcuni vescovi sull’utilizzo delle parole uscite sui media dal Papa.

Sempre al Corriere, spiegano i vescovi, che il Papa non sarebbe stato consapevole della gravità e di quanto sia offensiva la parola, visto che l’italiano non è la sua lingua madre. Ma il dibattito è scoppiato. E sui principali media stranieri, aprendo quasi qualsiasi home page, la notizia trova spazio tra le prime. «Il Papa avrebbe usato un termine dispregiativo per le persone gay», riporta la BBC. «Papa Francesco avrebbe usato insulti offensivi durante la discussione sugli uomini gay», scrive il The Guardian. E via facendo una sfilza di quotidiani e tabloid che riportano il misfatto.

E sui quotidiani italiani sono in molti che hanno risposto al Pontefice, piuttosto indignati. Repubblica, ad esempio, ha intervistato Francesco Lepore, ex sacerdote, giornalista e attivista Lgbtq+, che alle parole del Santo Padre ha risposto: «Pur essendo ormai abituato al tipo di linguaggio diretto da parte di Bergoglio, parlare di “frociaggine” nei seminari mi sembra da bar e da osteria più che da Pontefice». E aggiunge: «Il Papa ha ragione sul fatto che il numero di seminaristi e chierici omosessuali è molto elevato. Ma la semplicità del linguaggio non ha nulla a che vedere con la volgarità». Per il deputato PD, Alessandro Zan, con un post Instagram, invece, «non c’è troppa frociaggine, ma troppi omofobi».

Mario Colamarino, invece, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, e portavoce del Roma Pride, sul sito del circolo dice: «È inaccettabile che una figura di così grande influenza mondiale possa esprimere concetti così discriminatori e retrogradi nei confronti della comunità omosessuale». Per il teologo Vito Mancuso, sulle pagine de “La Stampa”, Papa Francesco dovrebbe chiedere scusa e soprattutto non ritiene che un Pontefice possa parlare così. Ma c’è anche chi difende il Papa, come l’ex deputato della Lega, Simone Pillon. Insomma, sui social e nel dibattito pubblico, la discussione è esplosa.

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