Pane, burro e marmellata: in Italia la conosciamo come una delle colazioni o merende più classiche di sempre. Una combinazione semplice e iconica che unisce la croccantezza del pane, la cremosità del burro e la dolcezza della marmellata. Diffusasi soprattutto nel secondo Dopoguerra, pane burro e marmellata nasce come merenda energetica per bambini tra gli anni ‘50 e ‘60, ma affonda le sue radici nelle antiche tecniche di conservazione della frutta. Mamme e nonne raccontano ancora di merende essenziali, fatte di pochi ingredienti genuini. Poi, con l’arrivo degli anni ‘70 e delle merendine industriali, insieme a gusti colorati e fantasiosi, la marmellata è lentamente stata relegata in soffitta, sostituita da snack veloci e dolci più “moderni”.
Oggi, però, questa semplicità torna protagonista. La marmellata riappare nelle cucine di casa come simbolo di qualcosa di più naturale, autentico e pratico: basta infatti spalmarla su una fetta di pane per ritrovare un gesto quotidiano che sa di casa. A cambiare è stata soprattutto la ricerca di cibi più genuini e la crescente attenzione verso il fatto in casa e la qualità degli ingredienti. Così, pane, burro e marmellata è tornato di moda, non solo nelle cucine domestiche ma anche nei bar e nelle caffetterie più in voga delle città, in Italia e in Europa. Anche all’estero, infatti, questa combinazione viene reinterpretata con varianti locali: confetture diverse, pani artigianali e tecniche particolari per montare o aromatizzare il burro.
Oltre alla bontà e a un’estetica semplice ma irresistibile, pane, burro e marmellata è soprattutto un simbolo culturale: racconta la cucina di casa, la semplicità e i ricordi d’infanzia. Una colazione, o merenda, che oggi torna protagonista, celebrando il valore un po’ nostalgico delle cose semplici.
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