Oscar Pistorius è stato rilasciato ed è in libertà vigilata. L’ex campione paralimpico è uscito dalla prigione di Atteridgeville in gran segreto, come ufficializzato da un comunicato rilasciato dal Ministero della Giustizia sudafricano – riporta Ansa –, dopo aver scontato quasi 9 anni di condanna per aver ucciso l’allora fidanzata Reeva Steenkamp nel 2013 con una pistola.
Dopo le anticipazioni dei giorni scorsi, dunque, è ufficiale il rilascio dell’ex atleta che sarà soggetto a supervisione correzionale fino alla fine della sua pena nel 2029. Pistorius sarebbe già andato a vivere a casa di suo zio a Waterkloof, un sobborgo di Pretoria, e dovrebbe frequentare programmi sulla violenza di genere e sulla gestione della rabbia, dice il The Guardian. Non potrà bere alcolici e dovrà ottenere il permesso di viaggiare o di intraprendere un lavoro, tanto che il quotidiano britannico ipotizza come sia improbabile un suo ritorno sportivo sulle piste di atletica.
In Sudafrica grande attenzione dai media al caso che aveva scosso il mondo. Prima delle 6 del mattino, riportano i principali organi di stampa, erano tante le troupe e i giornalisti presenti fuori dal carcere in cui Pistorius era recluso. Tutto inutile perché il sudafricano era stato già rilasciato in gran segreto. In una dichiarazione condivisa oggi, venerdì 5 gennaio 2023, dall’avvocato della famiglia Steenkamp, ha parlato la madre di Reeva, June, come riportato ancora dal The Guardian: «Non potrà mai esserci giustizia se la persona amata non tornerà mai più, e nessuna quantità di tempo scontato riporterà Reeva indietro». «Siamo quelli che scontano l’ergastolo», dice ancora la madre della ragazza uccisa.
Come riportato da La Repubblica, Pistorius aveva chiesto e ottenuto la libertà condizionale a novembre, dopo aver scontato quasi 9 dei suoi 13 anni e 5 mesi di condanna. «In Sud Africa si ha diritto alla libertà condizionale dopo aver scontato almeno la metà della pena», dice il quotidiano. Pistorius era stato inizialmente assolto dall’accusa di omicidio e condannato per omicidio colposo nel 2014, iniziando una pena detentiva di cinque anni, prima di essere rilasciato ai domiciliari. Nel 2016 è stato condannato a sei anni di carcere, una pena che corrispondeva a meno della metà di quella minima di 15 anni richiesta dalla Procura. Nel novembre 2017, la Corte Suprema stabilì che la sentenza era troppo leggera aumentandola a 13 anni e 5 mesi.
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