Forse in pochi lo sanno, ma c’è un luogo all’interno della cerimonia degli Oscar che funziona come un vero e proprio rifugio in mezzo al marasma inevitabile della serata. Quel luogo è la stanza dedicata al makeup e all’hair styling, il regno del make-up artist Bruce Grayson, capo truccatore degli Oscar, che deve assicurarsi che il suo kit sia pronto a ogni emergenza cosmetica concepibile. Qui le star si fermano non solo per ritocchi prima di entrare in scena, ma anche per rifocillarsi e rilassarsi in un contesto innegabilmente frizzante: «Nella green room la gente socializza e applaude quando entra un vincitore. È un’energia incredibile. Quando entri nella hair & makeup room è molto zen. È il tipo di posto dove le persone vogliono andare per raccogliere i loro pensieri prima di presentare un premio», ha raccontato a Allure. «Può essere una notte estremamente stressante, e ritoccare il trucco a volte li mette subito a loro agio».
Si tratta di una catena di montaggio che inizia settimane prima: per prepararsi, Grayson organizza il suo kit con largo anticipo, facendo grandi ordini di applicatori usa e getta tra spugnette, scovolini per mascara, applicatori morbidi per gloss e balsami labbra. Partecipa a tutte le prove e alle prove generali, conoscendo alla perfezione la scaletta della serata. La sala assomiglia a un salone di bellezza: tre poltrone per il make-up, tre per i capelli e una poltrona riservata nientemeno che a Meryl Streep. «È stata agli Oscar così tante volte che preferisce guardare lo show dal nostro punto di vista piuttosto che dalla green room. Mi commuove pensare che ogni anno che viene alla cerimonia lasciamo una poltrona vuota per lei e passa del tempo con noi».
Oltre a occuparsi delle celebrità, Grayson e il suo team sono responsabili di tutti i ballerini e cantanti che si esibiscono agli Oscar, il cui numero varia di anno in anno. Il team più piccolo contava cinque o sei artisti (nel 2011, quando a condurre furono James Franco e Anne Hathaway), mentre quello più grande raggiunse 46 membri, l’anno in cui Slumdog Millionaire vinse il premio come miglior film e fu necessario ricreare il trucco tradizionale indiano per un gruppo di 50 ballerini. Un esempio recente è la performance di Ryan Gosling in I’m Just Ken, che ha richiesto circa 39 truccatori per trasformare i ballerini maschi nella perfezione da Mattel.
Ovviamente, accanto al team centrale di Grayson ci sono anche i make-up artist personali delle star, che seguono le loro celebrità con prodotti e look specifici, garantendo che ogni dettaglio sia impeccabile prima di sfilare sul red carpet.
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