Oscar 2024, il discorso del regista del miglior documentario “20 Days in Mariupol”: “Vorrei non aver fatto questo film”

Dopo aver trionfato nella categoria dedicata al miglior documentario ai Bafta e alla Directors Guild of America, “20 Days in Mariupol” si aggiudica anche la più ambita statuetta nel mondo del cinema, quella degli Oscar, ricevuta dal regista, fotoreporter e giornalista corrispondente di guerra ucraino Mstyslav Černov. Il reportage dal fronte della resistenza ucraina contro l’invasione russa, infatti, non può lasciare indifferenti, così come anche il discorso tenuto dal regista sul palco del Dolby Theatre a Los Angeles ieri sera – 10 marzo 2024 – quando ha ricevuto il premio.

Un momento simbolico in cui il regista ha voluto onorare Paese: «Questo è il primo Oscar nella storia ucraina. E sono onorato», ha detto. «Ma probabilmente sarò il primo regista su questo palco che dirà che vorrei non aver mai fatto questo film. Vorrei poter scambiare questo con la Russia che non attacca mai l’Ucraina, che non occupa mai le nostre città». 

Mstyslav Černov, infatti, ha spiegato: «I russi stanno uccidendo decine di migliaia di miei concittadini ucraini. Auguro loro di liberare tutti gli ostaggi, tutti i soldati che proteggono le loro terre, tutti i civili che ora sono nelle loro carceri. Ma non posso cambiare la storia. Non posso cambiare il passato». Il regista ha poi invitato le figure di spicco di Hollywood a usare le proprie voci per elevare quelle del popolo ucraino: «Noi tutti insieme: voi. Mi rivolgo a voi, alcune delle persone più talentuose del mondo. Possiamo fare in modo che il record storico sia messo in chiaro, che la verità prevalga e che il popolo di Mariupol e coloro che hanno dato la loro vita non saranno mai dimenticati, perché il cinema forma i ricordi e i ricordi formano la storia».

[📸 USA TODAY / IPA]

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