Nonostante, come vi abbiamo raccontato qualche giorno fa, i prezzi degli orologi usati siano scesi del 5,7% nel 2024 rispetto all’anno precedente, il settore continua a mostrare segni di crescita. L’entusiasmo per i pezzi vintage e l’interesse crescente dei consumatori stanno infatti alimentando una continua e solida espansione della rivendita, e secondo un nuovo rapporto di Deloitte, nei prossimi dieci anni il mercato dell’usato potrebbe raggiungere i livelli del mercato primario. Sebbene i prezzi siano diminuiti rispetto al picco raggiunto all’inizio del 2022, il report evidenzia che si mantengono comunque sopra i livelli pre-boom, con marchi come i “tre big” – Audemars Piguet, Patek Philippe e Rolex – oltre a Omega, che hanno registrato una forte crescita quinquennale.
Il vintage, tuttavia, non manca di innovazione. Tra le evoluzioni più significative del settore, infatti, c’è la crescente introduzione delle certificazioni digitali, che contribuiscono a creare maggiore fiducia tra i consumatori. Gli orologiai stessi stanno diventando sempre più attenti ai prezzi, coinvolgendosi attivamente nella rivendita e nei programmi CPO (Certified Pre-Owned) in collaborazione con i rivenditori. Secondo il rapporto, ben il 71% dei dirigenti del settore orologiero considera il mercato dell’usato come «un’influenza positiva sulla percezione e sul valore del marchio», aumentando la visibilità e la consapevolezza del brand e attirando al contempo una clientela più ampia.
In questo contesto, sono entrati nel mercato anche nuovi attori, tra cui investitori, celebrità dello spettacolo e dello sport, che si sono uniti al business delle piattaforme come Chrono24, Wristcheck e 1916 Company (precedentemente conosciuta come WatchBox). Questi investitori, spesso anche celebrità, contribuiscono a dare un ulteriore impulso al mercato dell’usato, creando una domanda sempre più forte. Inoltre, la percentuale di consumatori che considerano l’acquisto di orologi di seconda mano è raddoppiata tra il 2020 e il 2024, con una popolarità crescente tra i giovani.
Gli orologi rari, vintage, ma anche genderless e con combinazioni di estetica vintage e tecnologia moderna, sono tra i più ricercati, soprattutto dalla Gen Z e dalle consumatrici. In particolare, stanno guadagnando terreno i marchi indipendenti, apprezzati per l’artigianalità e l’esclusività che offrono.