La scorsa settimana, l’oro ha raggiunto un prezzo senza precedenti di 4.000 dollari l’oncia. Da un lato, questo ha rafforzato la percezione di valore dei gioielli in oro da parte dei consumatori, che continuano ad acquistare considerandone il rincaro come una conferma della sua solidità e del suo valore duraturo, nonostante la produzione effettiva di oro sia in calo. Dall’altro, i gioiellieri – dagli atelier indipendenti ai colossi internazionali – si trovano oggi costretti a riconsiderare materiali, design e strategie di prezzo per restare competitivi e accessibili.
Invece di continuare ad aumentare i listini mantenendo invariata la quantità di oro, molti hanno scelto di ridurla. Tra le soluzioni adottate spiccano la diminuzione della caratura, l’impiego di materiali alternativi e una comunicazione più trasparente con i clienti sugli aumenti. Nelle nuove collezioni di alta e demi-fine jewelry si moltiplicano quindi i pezzi realizzati in argento sterling, placcature in oro, cordoncini in seta, resine e vetro artistico. Anche l’argento, tuttavia, ha registrato un’ascesa senza precedenti, mentre il mercato dei diamanti – naturali e sintetici – è in flessione: i prezzi sono ai minimi storici, segno di una domanda in calo e di un eccesso di offerta.
Come spiegato da BoF, l’impennata dei prezzi dell’oro è il risultato di un intreccio di fattori economici e geopolitici: l’introduzione dei dazi voluta da Donald Trump questa primavera ha dato il via al rally, ulteriormente accelerato dal blocco delle attività governative negli Stati Uniti. A questo si è aggiunto il calo del dollaro: poiché l’oro è quotato in dollari statunitensi, un dollaro più debole lo rende più conveniente per gli acquirenti esteri, alimentando così la domanda. L’inflazione americana e le attese di tagli dei tassi d’interesse hanno poi reso le materie prime un rifugio ancora più attraente per gli investitori, nel tentativo di proteggersi dalla perdita di potere d’acquisto. Questi fattori combinati hanno inizialmente spinto banche centrali e fondi istituzionali a diversificare i propri portafogli acquistando oro, ma negli ultimi mesi anche gli investitori retail si sono riversati sul metallo prezioso, contribuendo a far schizzare i prezzi ai massimi storici.
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