Olly e la sua “Balorda Nostalgia” a Sanremo: “È un’emozione che provo da sempre”

Vado? Non vado? Per chi da casa apre bocca e ipotizza su piani studiati a tavolino, beh, non è sempre così. Non è così nemmeno con Federico Olivieri, in arte Olly, cantautore genovese che negli ultimi anni si è preso letteralmente la scena italiana, spiccando come una delle voci e delle penne più apprezzate. Parole di circostanza? No, perché dietro questo ragazzo di 23 anni c’è una solida base, piedi ben piantati a terra prima di spiccare il volo e la voglia di godersi tutte le cose belle che la carriera gli darà. Che, spoiler, saranno tantissime, ma questo è un augurio di chi sta scrivendo questo testo. 

Sono passati oltre settecento giorni da quando nella celebre città dei fiori c’era anche lui, ancora più “pischello” a 21 anni, reduce dal successo a Sanremo Giovani, tra i nomi dei Big dell’edizione guidata da Amadeus. Un’altra vita, ma la stessa persona, con meno certezze magari, ma con lo stesso talento e la voglia di spaccare. Ai tempi fu “Polvere” il brano portato sul palco dell’Ariston, che si posizionò ventiquattresimo, ma l’impressione è che quella fosse solo una prova generale prima del momento giusto. Era questo? Probabilmente sì. Con “Balorda Nostalgia”, Olly ha già convinto la stampa e alcuni lo danno tra i più quotati, ma di queste cose non parlategliene, perché non è il caso (lo abbiamo fatto noi, scusa Fede). Un brano arrivato dopo gli inediti del suo ultimo album, che negli scorsi mesi ha fatto cantare migliaia e migliaia di persone durante i suoi live. Presto, tra l’autunno 2025 e la primavera del 2026, arriverà per la prima volta nei palazzetti. 

@whoopsee.it Vado? Non vado? A chi da casa ipotizza piani studiati a tavolino, beh, non è sempre così. Non è così nemmeno con Federico Olivieri, in arte Olly, cantautore genovese che negli ultimi anni si è preso letteralmente la scena italiana, spiccando come una delle voci e delle penne più apprezzate. Parole di circostanza? No, perché dietro questo ragazzo di 23 anni ci sono solide fondamenta, piedi ben piantati a terra prima di spiccare il volo e la voglia di godersi tutte le cose belle che la carriera gli darà. A lui abbiamo chiesto della “Balorda Nostalgia”, ma anche del suo rapporto con Genova e con Vasco Rossi, così come del suo ritorno a Sanremo, che arriva dopo decine di date live spettacolari. #whoopsee #olly ♬ original sound – Whoopsee

Un ritorno diverso

Noi ci abbiamo parlato pochi giorni prima della partenza per Sanremo, ma il ragazzo sembra avere le idee chiarissime. A partire da cosa cambierebbe rispetto alla prima partecipazione a Sanremo 2023. «Allora, voglio vivermi meglio il fuori palco. Perché ero in trance agonistica. Non capivo più niente. Dovevo spiegare sempre le stesse cose in modo diverso. Infatti quest’anno ci ho scherzato con l’ufficio stampa. Ho detto: “Raga, non vi aspettate delle epopee. Poi io parlo, argomento. Però non è che io sto a spiegare. Non sono capace, scrivo canzoni per quello. Sennò facevo magari il vostro lavoro, che è molto nobile. In cui devi spiegare bene le cose, fare ricerche. Io le dico. E quando ho la musica sotto è molto più facile. Perché ho uno spazio metrico in cui stare. Quindi non posso esagerare, non posso fare voli pindarici, epopee stupide. Ma posso dire quello che devo dire in poche parole. E questo mi aiuta. Vorrei cambiare quello e il mio approccio in generale, a come mi vivo l’esperienza. Voglio stare più tranquillo. Mi sono portato i miei amici che verranno a casa con me. Quindi non starò proprio nella bolla, perché ho capito che non ci so stare». 

La nostalgia secondo Olly

Emozione, prove e tranquillità. La ricetta di Olly per questo Sanremo è chiara. Sul palco canterà la nostalgia, che una volta De André disse essere “un mestiere inutile”. Olly non è completamente d’accordo, anzi, ci scherza su. «Intanto mi ha dissato D’André dal passato, è incredibile questa cosa. La nostalgia è un mestiere inutile? Per me è una sensazione, è un’emozione che provo da sempre, che ho sempre provato, che proverò probabilmente per sempre e continuerò a tenermi dentro. Però ci convivo molto volentieri, mi piace perché mi evoca anche cose belle, non solo la tristezza».

L’amore platonico per Vasco 

Lui, che a suo modo è un figlio del cantautorato genovese, ma che lo sarà ancora di più quando tornerà finalmente a viverci, e che colleziona accendini di Vasco Rossi. Quanti ne sono rimasti? Pochi. Ma riguardo il cantante di Zocca, che nei suoi live canta insieme ai fan «Ci siamo salutati dopo il suo concerto. Il rapporto è più platonico da parte mia nei suoi confronti. Adoro gran parte delle sue canzoni, l’ho scoperto tardi, l’ho capito tardi, ma l’ho capito. Mi è arrivato molto. E quindi spero che questa cosa continui a esserci in un modo bello, trasparente e sincero come c’è adesso, senza la necessità di dover passare del tempo assieme. Perché alle volte è anche bello che non sia così. Detto ciò, se dovessimo andare a fare una cena, non è che mi lamento. Mi porto anche Jvli però che ci tiene tantissimo a conoscerti bene, Vasco». 

Proprio Jvli con cui forma un team fantastico che ha prodotto canzoni di successo, non solo cantate da Olly. È lui la persona preferita dall’artista genovese, è lui che si è “posizionato” al primo posto tra le chat fissate. Un affetto genuino che forse sta un po’ alla base del successo di Olly. Bravo, sincero e con quella sana nostalgia, che un po’ tutti abbiamo. 

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