Oliviero Toscani: l’importanza di osare con consapevolezza

Geniale, irriverente, sovversivo, scandaloso e profondamente umano, socialmente impegnato. Tra i fotografi che hanno fatto la storia dell’immagine contemporanea, Oliviero Toscani è sicuramente tra i più innovativi, un occhio creativo che non ha semplicemente realizzato degli scatti memorabili, ma che ha avuto il grande merito di raccontare il suo tempo, guardando in faccia alla realtà nel modo più autentico e crudo possibile, innalzandola a un’arte unica e iconica, capace di parlare all’intera umanità.

Si è spento questa notte, 13 gennaio 2025, all’età di 82 anni, a Cecina, in Toscana, dove aveva scelto di vivere ormai da anni. In questa piccola realtà provinciale, fatta di cose vere e semplici, Oliviero Toscani continuava ad alimentare la sua visione artistica: qui produceva, teneva workshop e formava i nuovi talenti. Qui, ha scelto di vivere gli ultimi istanti della sua vita, ormai segnato da tempo da una malattia incurabile.

Nato a Milano, dopo studi di fotografia e grafica all’Università di Zurigo, in sessant’anni di carriera Toscani ha sancito uno stile fotografico personalissimo, prestato a innumerevoli brand e testate. È a lui che si deve il rilancio globale e di successo di Benetton: le sue campagne, spiazzanti, fecero il giro del mondo in breve tempo, consacrando il fotografo e il marchio italiano a essere ricordati per sempre. Un momento di rottura, perché dopo quelle campagne, il mondo della fotografia di moda non sarebbe stato più lo stesso: dal razzismo ai malati di HIV, dalla religione alla politica, non c’è stato un tema che l’artista non abbia scelto di affrontare. Con consapevole spirito di provocazione ma ben poco fine a se stesso, quanto supportato da solide fondamenta e convinzioni, quelle della necessità di un cambiamento sociale e di non restare sordi davanti i problemi reali.

Nell’occidente degli anni ’80 minato dalla minaccia dell’AIDS, se in molti preferivano non vedere per proteggersi in una gabbia dorata e apparentemente perfetta, Toscani decise di sbattere in faccia a tutti la realtà delle cose, proprio a quel mondo della moda appannaggio di privilegi e ottimismo, per ricordare che, nessuno poteva essere esente dal dramma dell’esistenza e che il primo passo per combattere il problema era proprio quello di riconoscerlo, piuttosto che ignorarlo. Tra le foto più celebri del sodalizio con Benetton, ricordiamo “Angelo e Diavolo” del 1991, provocatoria denuncia razziale, con il bambino biondo nelle vesti di angelo e quello nero di diavolo, il “Bacio tra prete e suora” del 1999, “Tre Cuori White/Black/Yellow” del 1996 e le campagne shock contro le stragi del sabato sera nel 1997. Nel 1999, utilizzò una macchia di sangue come logo della campagna mondiale del marchio, a supporto dei rifugiati del Kosovo.

Ma oltre a Benetton, i suoi lavori hanno visto la collaborazione con altri marchi come Fiorucci, che proprio in quegli anni si afferma come emblema della pop-culture italiana nel mondo, Valentino, Emporio Armani, Chanel. Nel 2007, con una campagna per il marchio Nolita, denunciò il tema dell’anoressia, scegliendo come modella Isabelle Caro, gravemente malata di anoressia e scomparsa qualche mese dopo.

Divisivo e contestato, Oliviero Toscani è stato il primo, in tempi non sospetti, a parlare di temi come inclusività e diversity, temi che oggi sono più attuali che mai ma che al tempo risultarono sconcertanti. Inoltre, fu uno dei primi a realizzare campagne di moda senza mostrare capi d’abbigliamento o accessori, ma semplicemente un messaggio, un’idea, un concetto. Un approccio che, per tutti gli anni ’90 e 2000, fu seguito con successo da altri fotografi di moda come Juergen Teller e Wolfgang Tillmans, e che solo in tempi più recenti abbiamo visto soccombere alle leggi del marketing, che hanno voluto un ritorno di campagne product focused.

E invece, mai come ora, avremmo bisogno di voci come Oliviero Toscani, forse per ripristinare un “caos efficiente” destinato a dare il via a un nuovo corso creativo. E invece, abbiamo smesso di osare.

[ 📷 IPA]

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