Non si guarda più in faccia a nessuno: o paghi o sei fuori. O meglio, non sei riconosciuto su Twitter. Che tu sia Donald Trump, che tu sia Cristiano Ronaldo, che tu sia Justin Bieber o Lady Gaga. A Elon Musk questo non interessa più. Sopra tutti i possibili ruoli disparati o la fama ottenuta, dalle ultime ore c’è Twitter Blue. Ne stanno parlando tutti, da quando il social acquistato da Mr. Tesla ha deciso di rimuovere tutte le spunte blu della piattaforma prediligendo chi aderisce all’abbonamento mensile. Una scelta democratica o una folle deriva? O, ancor meglio, una geniale idea di marketing?
Musk ne sa una più del diavolo. E a novembre, appena dopo l’acquisto del social, si era giustificato così: «L’attuale sistema di signori e contadini di Twitter per chi ha o non ha un segno di spunta blu è una caz*ata. Potere al popolo! Blue per $ 8 al mese». E ora questa suddivisione tra “signori e contadini” su Twitter sta avvenendo direttamente per mano di Elon Musk in persona. In che senso, direte voi? È vero che chi non paga Twitter Blue, famoso o non famoso, perde il badge verificato, ma è anche vero che nelle ultime ore il founder di Space X sta scegliendo a chi regalare la spunta. Tra questi ci sono personaggi come LeBron James o Stephen King, che dell’abbonamento non hanno voluto sapere niente ma che in ogni caso si sono ritrovati iscritti a Twitter Blue a loro insaputa.
Né santi né eroi. Persino Papa Francesco con il suo account si è ritrovato senza spunta blu, ma solo momentaneamente. Perché al di là di chi paga l’abbonamento – famoso o non -, c’è sempre la spunta grigia, dedicata agli account di organizzazioni istituzionali, che è stata applicata anche al suo profilo. Una scelta sensata o meno? Quello che è certo è che questa è una rivoluzione. Una direzione che però sminuisce anche la valenza che quel semplice bollino aveva: dichiarare l’attendibilità e la veridicità di un personaggio. Non tramite il pagamento di un abbonamento, ma per la realtà delle cose.