Niccolò Fabi festeggia i 25 anni di carriera con un disco: “Se guarderò Sanremo? No, non ho nemmeno la tv…”

Si chiama “Meno per meno” ed è il nuovo progetto discografico con cui Niccolò Fabi vuole festeggiare i suoi 25 anni di carriera. 54 anni per lui che è uno dei rappresentanti cantautoriali più ammirati e importanti del nostro Paese. E al Corriere della Sera, prima di iniziare il tour delle librerie di tutta Italia che partirà a Firenze per raccontare il suo progetto, domani alle ore 18 alla libreria Feltrinelli Red, si confessa in un’intervista che parte dal ricordo offuscato del concerto all’Arena di Verona del 2 ottobre scorso. 6 canzoni del nuovo progetto discografico celebrativo, ci sono anche 4 inediti, sono proprio della registrazione live di quel concerto.

«Non ricordo quasi niente di quella sera. Non sono adatto a vivere e metabolizzare eventi così rapidi e deflagranti», dice il cantautore che per questo preferisce le tournée o spazi più piccoli come appunto le librerie, dove il rapporto è diretto e non mediato. «Io non amo i rapporti mediati, perciò sui social sono attivo solo per dare appuntamenti; vado poco in radio, ancor meno in televisione», dice. E a proposito di Sanremo, da lui vinto nella categoria “Nuove proposte” nel 1997 con la splendida “Capelli, dice che non lo vedrà: «No. In casa non ho neppure la tv. Se partecipa un collega che conosco, a cui voglio bene, lo seguo indirettamente, attraverso quello che viene pubblicato. Ma non mi interessa la ritualità collettiva del programmone, di cui cambiano i presentatori, gli stacchetti, ma non il principio. Io tra l’altro mi immedesimo nei cantanti che si alternano sul palco, mi sento coinvolto: non riuscirei a partecipare al gioco dei voti e delle palette. Non parliamo dei talent».

Tra i nuovi Fabi apprezza molto chi preferisce «una scrittura evocativa, come quella di Andrea Laszlo De Simone o di Emma Nolde, toscana», mentre a proposito del lutto che lo colpì nel 2010, quando morì sua figlia Olivia a 22 mesi per una meningite fulminante, racconta la forza che trovò nell’immediato. Fabi organizzò in occasione del suo compleanno il 30 agosto successivo di beneficenza chiamato “Parole di Lulù”: «L’ho fatto senza volerlo, mettendo al centro piuttosto che la narrazione, la rappresentazione di un uomo nelle sue varie sfumature, nei momenti più complessi e in quelli più esaltanti della sua esistenza, rendendoli ordinari: non banali, ma inseriti nel corso naturale della sua storia».

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