New York: rischia di perdere il suo titolo di capitale della moda?

Con la fashion week letteralmente alle porte, New York si trova ad affrontare una nuova sfida: dimostrare di avere ancora un ruolo fondamentale nel settore moda. Residenti e turisti possono attestare che New York City ha perso un po’ del suo splendore post-pandemia, e ora un nuovo report indica che questo vale anche per l’industria del fashion.

Non più il centro del paese per la produzione di abbigliamento, come lo era una volta per quasi un secolo, l’industria della moda della città è a un bivio, a causa di una miriade di variabili, che hanno fatto si, negli ultimi anni, che la città americana perdesse gran parte della sua lucentezza rispetto alle altre due capitali della moda, Parigi e Milano.

Stando a quanto riportato da WWD, l’analisi “At a Crossroads: New York City’s Status as a Global Fashion Capital” ha messo in evidenza proprio le “debolezze” di NYC per quanto riguarda il settore creativo degli ultimi anni. Commissionata dalla Partnership for New York City, l’analisi è stata condotta con McKinsey & Co. e ha visto il contributo di oltre 40 dirigenti del settore e addetti ai lavori tra cui rappresentanti di marchi, rivenditori, investitori, media, fiere e istituzioni educative.

Lo studio di 40 pagine suggerisce che i leader del governo e dell’industria devono decidere se fare un investimento strategico nel futuro del settore o rischiare di perdere i contributi della moda all’economia, alla cultura e al personal branding della città. Il report ha anche affermato che la settimana biennale della moda di New York è diventata meno importante; a questo va aggiunto il fatto che meno studenti stanno completando i programmi nelle scuole di moda della città e che molti neo laureati scelgono di lavorare in altri posti. Poi c’è la dispersione mondiale della catena di approvvigionamento e i problemi in corso al suo interno, così come l’interesse dei consumatori per lo shopping online e come ciò sta influenzando gli immobili commerciali e i rivenditori.

Secondo Kathryn Wylde, presidente e amministratore delegato della Partnership for New York City, New York è ancora la capitale della moda ma la domanda è fino a quando riuscirà a mantenere questo titolo. Wylde ha anche parlato delle tariffe sulla Cina, che sono state avviate sotto l’ex presidente Donald Trump e sono continuate sotto Joe Biden, evidenziando come anche quest’ultime siano un fattore determinante.

Per quanto lo studio sia specifico sulle sfide del settore, mappa anche potenziali soluzioni fin dall’inizio. Le raccomandazioni includono: la creazione di un sistema di accelerazione e supporto per i designer, la creazione di un campus centrale di creativi in cui i partecipanti abbiano spazio per lavorare, mettere in comune le risorse e imparare gli uni dagli altri; lo sviluppo di vetrine curate per dare, a rotazione, visibilità ai designer emergenti, espandere le partnership industriali e scolastiche per curare i talenti, migliorare la diversità e creare più opportunità; rinvigorire la settimana della moda di New York sostenendo gli emergenti e aumentare la visibilità del settore per attirare leader globali, traendo ispirazione anche da eventi non di moda.

[📷 altuzarra.com]

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