Nel libro “Disneyland e altri nonluoghi” del 1999, Marc Augé introduceva il concetto del nonluogo facendo riferimento a tutti quei luoghi di passaggio, dove le persone si incontrano senza incontrarsi: luoghi adibiti alla circolazione, al consumo e alla comunicazione, in contrapposizione ai luoghi antropologici e relazionali. Gli aeroporti sono il luogo perfetto per definire il concetto di nonluogo. Non sappiamo se qualcuno presso l’aeroporto John Fitzgerald Kennedy International di New York abbia letto le parole di Marc Augé, ma l’ultima iniziativa che farà parte del nuovo Terminal 6, che aprirà nel 2026, sembra pensata per far liberare l’aeroporto da questa definizione.
Il sesto aeroporto più trafficato degli Stati Uniti ospiterà infatti una nuova ambiziosa iniziativa artistica, finanziata da JFK Millennium Partners, che, secondo quanto riporta anche “Art News” varrà circa 22 milioni di dollari. Si tratta di una mostra d’arte permanente che ospiterà le opere di artisti based in New York, locali e internazionali. Tra loro ci sono anche Sky Hopinka, Charles Gaines, Barbara Kruger, Felipe Baeza e Uman.
Il direttore esecutivo dell’Autorità Portuale, Rick Cotton, ha spiegato in una dichiarazione: «L’arte pubblica che ispira ed evoca la nostra regione è una parte essenziale della strategia dell’Autorità Portuale per creare aeroporti di livello mondiale che stanno diventando destinazioni a sé stanti. Proprio come abbiamo fatto a LaGuardia e al Terminal A di Newark-Liberty, l’arte pubblica al nuovo Terminal 6 di JFK abbaglierà i viaggiatori e contribuirà a creare un senso del luogo unico a New York».
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