Nei costumi di Frankenstein, bellezza e mostruosità si incontrano

Frankenstein di Guillermo del Toro è approdato su Netflix e, come prevedibile, è subito diventato uno dei principali argomenti di conversazione. Con un cast stellare che comprende Jacob Elordi, Mia Goth, Oscar Isaac e Christoph Waltz, un’atmosfera gotica perfetta per la stagione fredda e una nuova interpretazione della storia di Mary Shelley firmata da un regista così autorevole, non sorprende il forte impatto che ha avuto. Ma non aspettatevi costumi che traducano in modo letterale lo stile vittoriano: la costumista Kate Hawley non si limita a riprodurre l’epoca della storia, ma imprime nei vestiti la personalità dei personaggi trasformandoli in strumenti narrativi. 

Dimenticate gli abiti scuri e monotoni, perché in questo Frankenstein i costumi evolvono con la trama, diventando estensione dei desideri, delle emozioni e dei conflitti interiori. A partire da Elizabeth, Mia Goth, vera protagonista sul fronte dei costumi. Una musa che non si limita a seguire le regole della società ma cerca elementi in grado di farla sentire parte di un mondo che spesso le è estraneo. Per questo il suo personaggio appare etereo, come i copricapi piumati che le conferiscono un’aura quasi soprannaturale. I suoi abiti riflettono le passioni e la dualità della sua natura: ispirati all’entomologia e al mondo naturale, con tessuti su misura in tonalità vibranti, texture strutturate e veli impalpabili che culminano in un abito da sposa ispirato a La moglie di Frankenstein. Impossibile non citare i gioielli Tiffany & Co., da pezzi storici d’archivio a design originali contemporanei, una collaborazione storica tra la maison e il cinema che aggiunge simbolismo emotivo e fonde savoir-faire e narrazione.

Simbolici anche i costumi della Creatura, Jacob Elordi: un essere nato dai frammenti di altri corpi, il cui guardaroba si costruisce lungo il viaggio che lo porterà a definire la propria identità. Infine, Victor Frankenstein, Oscar Isaac, mostra un’attitudine sospesa tra punk del laboratorio e dandy gotico. Tra le ispirazioni dei suoi costumi compaiono Mick Jagger e Rudolf Nureyev, geni irriverenti e visionari, proprio come lui.

[📸 IPA; Courtesy of Netflix / Ken Woroner, Frank Ockenfels; Instagram: tiffanyandco; tiffany.it 📹 YouTube: stillwatchingnetflix]

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