Musica, le etichette discografiche fanno causa a due AI music generator per violazione del copyright

C’è una rivoluzione in corso tra le più grandi etichette musicali del mondo e riguarda l’intelligenza artificiale. Secondo quanto riporta la BBC, grandi nomi del panorama musicale tra cui Sony Music, Universal Music Group e Warner Records affermano che Suno e Udio – due start up che si occupano di creazione musicale generativa attraverso l’AI – avrebbero commesso violazioni del copyright su “scala quasi inimmaginabile”.

Si starebbe delineando un caso potenzialmente storico che verte attorno l’AI e una presunta violazione del copyright in ambito musicale. Secondo quanto riportato, le aziende sostengono che i due programmi abbiano utilizzato la loro musica per creare prodotti estremamente simili a quelli originali e per questo chiedono un risarcimento di 150mila dollari (circa 140mila euro) per pezzo. Suno AI, programma che permette di generare una canzone, compresi musica, testi e voce, da un semplice input di testo, ha sede nel Massachusetts e ha lanciato il suo primo prodotto lo scorso anno, raggiungendo più di 10 milioni di persone che hanno utilizzato il programma per generare musica attraverso l’intelligenza artificiale. La startup newyorkese Uncharted Labs, invece, ha introdotto sul mercato Udio ad aprile 2024. L’app AI per la creazione di musica ha raggiunto immediatamente un grande successo grazie a “BBL Drizzy”, la traccia parodia legata alla faida tra gli artisti Kendrick Lamar e Drake creata proprio attraverso Udio.

Nelle denunce, depositate presso i tribunali federali del Massachusetts e di New York, le etichette discografiche sostengono che le società di intelligenza artificiale stiano guadagnando copiando le canzoni. Le tracce generate con l’AI sarebbero così simili alle originali che gli ascoltatori non riuscirebbero a riconoscere la registrazione autentica, così come è successo tra i fan degli ABBA con “Prancing Queen”. Le canzoni citate nella causa Udio includono “All I Want for Christmas is You” di Mariah Carey e “My Girl” dei The Temptations.

Secondo quanto raccolto dalla BBC, nelle cause legali le etichette musicali sostengono che questo lavoro “minaccia di sostituire la genuina abilità artistica umana che è al centro della protezione del copyright”. La rivoluzione guidata dalle case discografiche segue le denunce di oltre 200 artisti, tra cui Billie Eilish e Nicki Minaj, che lo scorso aprile hanno firmato una lettera in cui chiedevano di fermare l’uso “predatorio” dell’intelligenza artificiale nell’industria musicale.

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