Intelligenza artificiale: tra modelle clonate, immagini in stile Ghibli e problemi di copyright, è davvero “disgustosa”?

Dicono che un silenzio, a volte, fa più rumore. Lo hanno pensato anche 1000 tra gli artisti più conosciuti in UK che lo scorso mese hanno rilasciato un album di soli rumori bianchi, intitolato “Is This What We Want?”, ovvero “è questo quello che vogliamo?”, per protestare contro il governo britannico, reo di aver proposto di modificare «la legge sul copyright per consentire alle aziende di AI di costruire i loro prodotti utilizzando il lavoro protetto da copyright di altre persone». È un tema caldo quello dell’intelligenza artificiale. Anche perché le novità, su questo strumento ormai diventato di uso comune, sono quotidiane.

H&M, ad esempio, ha annunciato che utilizzerà l’IA per le sue campagne marketing e sui social per creare dei “cloni” digitali di 30 modelli. Google, Apple, Meta, tutti si sono affrettati a introdurre elementi AI di supporto. Solo per citarne alcune molto dibattute in questi giorni. Questa rapidità, ancora più esasperata di quella del web, crea una paura fondata. Cosa ne sarà di noi se quello che facevamo sarà compito di un algoritmo? Domanda lecita che però una risposta ancora non ce l’ha. Chiediamo a ChatGPT?

Scherziamo. Anche perché sull’AI di Sam Altman c’è già abbastanza di cui parlare. Il suo ultimo generatore di immagini permette di trasformare immagini qualunque in una versione “by Miyazaki” à la Studio Ghibli. Una novità virale, che ha sollevato non pochi problemi rispetto al copyright, quasi quanto il parere datato 2016 dello stesso autore leggendario, che rispetto a un prodotto dell’AI disse: «Sono totalmente disgustato» e ancora «Non voglio che entrino a far parte del nostro lavoro». Che ci sia bisogno di una regolamentazione è ovvio, ma la rapidità degli strumenti innovativi e la lentezza nel recepirli da parte dei regolatori, e anche di molte aziende, rischia di creare un cortocircuito. E anche il pericolo di far recepire in maniera negativa uno strumento potenzialmente benefico e facilitatore, su certi aspetti, nelle nostre vite.

Condividi l'articolo sui social: