Moda e astrologia: le più belle collezioni ispirate ai segni zodiacali

L’astrologia è diventata una parte concreta della pop culture a partire dagli anni ’70, con la nascita delle correnti New Age che hanno diffuso numerose pratiche introspettive ed esoteriche. Oggi non esiste magazine lifestyle che non citi almeno una volta l’oroscopo, rivelando una vera e propria mania per gli astri che si fa sempre più concreta, anno dopo anno. Ma quand’è che la moda ha iniziato a parlare il linguaggio delle stelle? La passione della moda nei confronti dello Zodiaco nasce con l’intento di personalizzare il proprio look, che si converte in tal modo in una parte integrante della propria personalità. Tra gli esempi più celebri è impossibile non citare Fendi, con la sua iconica primavera-estate 1993: una parata di costumi da bagno, interi o bikini, che sfoggiano con fierezza i segni zodiacali delle rispettive modelle. Karl Lagerfeld, che ai tempi dirigeva la maison romana, ha anche dedicato più volte alcune collezioni couture e beauty al proprio segno zodiacale (che da bravo egocentrico, era quello del Leone).

Ma lo stilista tedesco non fu l’unico d appassionarsi all’astrologia. A stendere le basi della tendenza, ancora prima di lui, fu Elsa Schiaparelli, con le sue creazioni couture dallo spirito ornamentale. La giacca Zodiaco della collezione “Cosmica” del 1938, con il suo fondale in velluto blu notte con i dodici ricami zodiacali e il Grande Carro, fu una delle creazioni più emblematiche della stilista. Ma facciamo un salto in avanti, esplorando collezioni più contemporanee. Per l’autunno-inverno 2015 anche Emilio Pucci, sotto la firma di Peter Dundas, ha sperimentato con soli infuocati, stelle cadenti e segni zodiacali stampati sugli abiti in crêpe di seta. Nel 2017 ha giocato con la stessa tematica anche Vetements, con una Limited Edition di 12 impermeabili che sul retro riportavano le caratteristiche principali di ogni segno. Un’iterazione minimalista e catchy, che caratterizza più che mai l’approccio brutalista allo streetwear di Demna Gvasalia.

Maria Grazia Chiuri si affida invece alla tradizione, e per la collezione couture del 2017 di Dior si affida al simbolismo dei tarocchi e dello Zodiaco, con una serie i proposte raffinatissime e New Look. Nel 2020 l’oroscopo diventa uno statement queer con la collezione di tank top di Ludovic de Saint Sernin, che evocano con un disegno di strass alcuni motivi sexy ispirati ai disegni zodiacali. Infine, con Gucci Cosmogonie (Resort 2023) lo Zodiaco diventa più opulento che mai, rivestendosi di cristalli e ricami dorati. Che sia una moda, un modo per evadere la realtà o un aiuto ad analizzare noi stessi, l’oroscopo si conferma oggi un linguaggio universale per tradurre la realtà.

Crediti foto: lyst.com

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