«Un cambio da aggressivo, potente, a qualcosa di gentile, calmo, umano». Così Miuccia Prada dichiara a MFF, al fianco di Raf Simons, il mood alla base della nuova collezione Prada Men Spring-Summer 2026, presentata ieri, 22 giugno 2025, a Milano. In un momento in cui «tutto è troppo», dalla moda alla società, la stilista sente l’urgenza di rallentare, abbassare il volume, restituire centralità a un’estetica essenziale ma profondamente pensata. «Non è detto che fare un paio di pantaloni di cotone sia più facile che creare un capo complicato», sottolinea. «L’attenzione che richiede una cosa semplice, forse, è anche maggiore».
Anche la scenografia riflette questa filosofia di ritrovata essenzialità. Il grande spazio del Deposito di Fondazione Prada è stato lasciato praticamente vuoto, fatta eccezione per i grandi tappeti floreali che ci rimandano ad Andy Warhol ma anche al pattern della collezione donna 2013 della maison, diventata iconica. «L’anno scorso avevamo costruito molto. Stavolta non abbiamo fatto niente», dice con ironia Miuccia Prada. «Un tappetino banale, quasi infantile. Ma l’infantilità può essere una forma di freschezza e delicatezza. È l’opposto dell’aggressività».
Una collezione che stupisce, tra leggerezza e ansia, dove il vuoto esprime e dove è il dettaglio a far la differenza senza troppo rumore. Che la Signora, come viene chiamata in gergo, sia da sempre attenta ai cambiamenti sociali della contemporanei è cosa nota e anche questa collezione, esprime, nella sua essenzialità, un bisogno di ripristinare nuove priorità, anche in relazione al rapporto tra uomo e natura, fondamentale, soprattutto nei periodi di crisi.
Il Gruppo italiano è stato anche recentemente sotto l’occhio del ciclone grazie all’acquisizione del marchio Versace che, dopo l’addio alla direzione creativa di Donatella Versace, passerà sotto la guida di Dario Vitale, designer noto per essere stato a lungo al fianco di Miuccia Prada in quanto ex designer director di Miu Miu. Ma a chi le ha chiesto se a settembre la vedremo in prima fila allo show della Medusa, che segnerà il debutto del suo vecchio collaboratore, la stilista risponde perentoria: «Non c’entro niente con Versace. Non mi vedrete da nessuno. Assolutamente no». Un modo per sottolineare ancora una volta la sua estraneità creativa all’acquisizione del marchio, un’operazione che resta puramente economica e imprenditoriale.
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