All’1.20 circa della notte tra il 6 e il 7 luglio si è sviluppato un incendio alla casa di riposo dei Coniugi di Milano.
Secondo quanto riportato da “ANSA” il bilancio è di sei deceduti e 81 feriti, mentre a dare l’allarme sembra sia stata una persona in servizio nella struttura.
La ricostruzione dei vigili del fuoco – che escludono una matrice dolosa – fa sapere che l’incendio si sarebbe sviluppato all’interno di una stanza al primo piano della struttura dove erano presenti due donne di 67 e 87 anni che sono rimaste carbonizzate, ma il fuoco non sembra essere uscito dalla camera: le altre quattro vittime (tre donne di 75, 84 e 85 anni e un uomo di 73) sarebbero infatti state causate dalle esalazioni.
La struttura attualmente è parzialmente inaccessibile e gli ospiti sono stati trasferiti in altre rsa.
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala è intervenuto con un sopralluogo insieme all’assessore alla Sicurezza Marco Granelli, riguardo l’incendio dice: “È stato contenuto. Viene da dire in questi casi che poteva andare peggio, ma sei morti sono un bilancio pesantissimo” e aggiunge: “Visitando le camere a fianco non c’è incendio di fuoco, ma le pareti annerite, sono le esalazioni tanto letali quanto il fuoco”.
Nicola Miceli, comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Milano, ha fatto sapere: “Siamo intervenuti con quattro squadre che si sono trovate davanti una situazione complicata da gestire. Il corridoio era invaso dal fumo e delle fiamme che fuoriuscivano da una stanza in particolare. Da una lato ci siamo concentrati sullo spegnimento delle fiamme, dall’altro abbiamo cercato di portare in salvo il maggior numero di persone possibile. Un contesto complicato reso dalla mancanza di visibilità per il fumo e per il fatto che parliamo di ospiti in parte non deambulanti”
La residenza sanitaria assistenziale “Casa per i Coniugi” si trova a sud di Milano, in via dei Cinquecento, è di proprietà del comune di Milano e gestita dalla cooperativa “Proges” che attualmente controlla 300 strutture in 11 regioni. Dal 1955 ospita persone anziane con diversi livelli di autosufficienza, senza bisogno di prestazioni ospedaliere.