Mike Maignan, il portiere del Milan vittima di cori razzisti durante la partita dell’Udinese: “Così non si può giocare”

L’ennesima brutta pagina di razzismo. È successo ieri sera, al “Bluenergy Stadium” di Udine, teatro del match di Serie A tra Udinese e Milan, vinto dai rossoneri 3 a 2 nei minuti di recupero. Ma stavolta a far parlare non è stato tanto il risultato, quanto quello che è accaduto al minuto 33 del primo tempo. Quando il portiere dei rossoneri Mike Maignan al 33esimo del primo tempo è uscito dal campo, seguito dalla sua squadra, perché vittima di cori razzisti contro di lui da parte della curva bianconera. È stato lì che il portiere, che già prima aveva ignorato i primi ululati nei suoi confronti, ha deciso che non si poteva più andare avanti. Così l’arbitro Maresca ha sospeso la partita per circa sei minuti, prima di riprendere il gioco.

Il portiere del Milan è poi intervenuto su Sky Sport nel post partita, come riportato dalla Gazzetta dello Sport: «Nel primo tempo, quando sono andato a prendere il pallone dietro la porta, ho sentito i versi della scimmia e non ho detto nulla. Poi l’hanno rifatto, così ho chiamato il quarto uomo e ho spiegato cosa fosse successo. Così non si può giocare. Non è la prima volta, dobbiamo dare un messaggio importante. Un segnale». Per Maignan non serve, ora come ora, parlare con chi ha fatto questo, ma chiede una punizione ai giocatori che come lui, ancora nel 2024, subiscono questi trattamenti. «Si tratta di ignoranti, devono stare a casa – continua -. I veri tifosi vengono allo stadio per tifare, queste cose nel calcio non possono succedere. Non volevo rientrare, il nostro è un grande club e abbiamo un grande gruppo. Sono venuti tutti da me, e dopo siamo entrati in campo per vincere la partita». Una vittoria dal sapore amaro, dopo l’ennesima brutta pagina di razzismo nel calcio.

[📸 IPA Sport / IPA]

Condividi l'articolo sui social: