Met Gala: perché alcuni invitati non riescono proprio mai a rispettare il tema dell’evento?

All’alba del giorno dopo, il Met Gala rimane ancora l’argomento caldo di questa giornata: voti ai look in e out, critiche semiserie e addirittura speculazioni filosofiche che vedono impegnati i critici più autorevoli della moda a domandarsi se un evento come questo abbia ancora senso di esistere al giorno d’oggi. “Essere o non essere” si domandava Amleto, ma forse in questo caso sarebbe il caso di porsi un’altra domanda: “in tema o non in tema?” Si perché se c’è un grande classico post Met Gala, è la divisione in due fazioni completamente opposte degli invitati, quelli che sposano completamente il tema dell’anno, e quelli che si vestono come se dovessero andare ad un qualunque altro red carpet. Zendaya rimane come sempre una delle grandi performer del Met Gala, capace di interpretare magistralmente l’essenza di ogni tematica; stesso discorso per Sydney Sweeney, Gigi Hadid, Lana Del Rey e la vera rivelazione di quest’anno, Tyla, che sceglie di esplorare letteralmente il concetto del tempo con una suggestiva creazione di Balmain. E quelli che se ne fregano?

Che sia per snobismo, spirito anticonformista, questioni contrattuali con i brand o pura e semplice incapacità di comprendere fino in fondo il main core selezionato da Anna Wintour anno dopo anno, puntualmente c’è sempre qualche ospite più o meno illustre che decide di vestirsi come se semplicemente non gliene importasse. Certo, si tratta quasi sempre di abiti pur sempre meravigliosi, ma resta comunque una domanda legittima da farsi, soprattutto perché ogni celeb può avvalersi dell’aiuto di esperti e consulenti d’immagine che possano indirizzarla verso la scelta migliore, e soprattutto in linea con il tema, che quest’anno era “The Garden of Time”. Nessun giardino per Kylie Jenner, che seppur in uno splendido abito di Oscar de la Renta, ha senza dubbio saputo rendere giustizia alla sua bellezza ma ben poco al tema in oggetto. Effettivamente si ha come l’impressione che moltissime siano più preoccupate a sentirsi belle a tutti i costi, anche a quello di essere completamente fuori mood. Un esempio? Naomi Campbell, Emily Ratajkowski, Vittoria Ceretti e Irina Shayk, tanto meravigliose quanto poco pertinenti. Sentirsi belle nella propria pelle è legittimo, ma siamo certi che con un piccolo sforzo in più si sarebbe potuto trovare un compromesso tra sexyness e tema. E che dire di Rosalía? La cantante spagnola, ieri sera con un total look Dior da “vedova allegra” sembra non aver mai letto la brochure di questo Met Gala. E se alcuni hanno, ahimè, la capacità di passare totalmente inosservati, come la coppia formata da Matt Damon e Luciana Barroso, altri, con la smania di far parlare di sé a tutti i costi, rischiano di fare pure peggio. Un esempio? Inutile a dirsi, ma il “Wet look” di Doja Cat ha fatto proprio acqua da tutte le parti. Se poi dietro ci sia un concetto ben più profondo non ci è dato saperlo.

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