In un panorama decisamente complicato per il mondo del lusso e della moda in generale, il settore menswear si sta dimostrando particolarmente resiliente, con esportazioni nei sette mesi appena terminati lo scorso 31 luglio 2024 in aumento del 2,7%, pari a circa 5,5 miliardi di euro.
Faro da sempre fondamentale per la moda maschile, il Pitti Uomo, che si terrà come sempre a Firenze tra il 14 e il 17 gennaio 2025, ha presentato mercoledì 13 novembre 2024 il programma della nuova edizione, dimostrandosi particolarmente ottimista grazie ai dati dimostrati da Sistema Moda Italia sulle prestazioni del settore. «È un momento di transizione per la moda. Non possiamo negarlo, è un paesaggio complesso e la catena di approvvigionamento italiana sta sentendo l’impatto degli ordini lenti fatti sei mesi fa», ha dichiarato a WWD Antonio De Matteis, amministratore delegato di Kiton e presidente dell’organizzatore di Pitti Uomo. «Sono sicuro che il settore della moda maschile e la moda in generale possono superare momenti come questo. Voglio inviare un messaggio positivo», ha continuato.
Equamente suddivise tra destinazioni intra ed extraeuropee, le esportazioni di abbigliamento maschile nei primi sette mesi del 2024 sono state guidate dalla Francia, con un aumento dell’11 per cento, e dagli Stati Uniti, in aumento del 3,4 per cento. Sorprendentemente, tra le segnalazioni di vendite lente nel paese, le esportazioni verso la Cina sono aumentate del 37,2 per cento, rendendola la quarta destinazione per la moda maschile italiana. Questi aumenti compensano parzialmente la performance negativa delle esportazioni verso paesi come il Regno Unito, in calo dell’8,2 per cento; la Germania, che è diminuita del 3,5 per cento, e la Corea del Sud, in calo del 6,9 per cento.
Secondo Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia Commerciale Italiana, gli Stati Uniti dovrebbero beneficiare di una prospettiva a lungo termine di stabilità sulla scia delle recenti elezioni presidenziali e l’appetito per i beni di lusso e di moda italiani dovrebbe rimbalzare ancora più fortemente. Al contrario, le importazioni sono diminuite del 10 per cento a 3,5 miliardi di euro nel periodo gennaio-luglio 2024, evidenziando un’attività manifatturiera più lenta nel paese quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2023. In particolare, le importazioni dai primi tre paesi fornitori – Bangladesh, Cina e Francia – sono scese rispettivamente del 17,5 per cento, del 23,2 per cento e del 7,8%.
Zoppas ha ribadito che il governo italiano si impegna a stare al fianco dei protagonisti della moda nel paese, in particolare delle migliaia di piccole e medie imprese che costituiscono la spina dorsale della catena di approvvigionamento italiana. Come riportato, in segno di fiducia nel settore, gli organizzatori di Pitti Uomo hanno preparato un programma completo di eventi per la prossima edizione della fiera fiorentina. Brand ospiti come MM6 Maison Margiela e Setchu, così come il nuovo “Knees Up Running Space” dedicato ai marchi e alle loro comunità, affiancheranno le 790 aziende espositive, il 46% delle quali proviene dall’estero.
[📷 kiton.com]