Meghan Markle investe nel brand di borse fatte a mano Cesta Collective 

In una nuova intervista rilasciata a Vanessa Friedman per il “The New York Times” e pubblicata ieri, 28 agosto 2024, Meghan Markle ha rivelato un recente investimento, che unisce la sua passione per la moda con il suo impegno nei confronti della sostenibilità. Ha infatti affermato di essere diventata una stakeholder di minoranza, nel corso dell’estate 2024 appena trascorsa, del brand di borse realizzate a mano Cesta Collective.

Da anni, infatti, Meghan Markle si impegna a supportare società gestite da donne, che incontrano anche il suo gusto. Cesta Collective è tra queste, e la duchessa di Sussex ha indossato più volte le creazioni del collettivo anche in diverse uscite pubbliche. Come ad esempio a maggio 2023, quando Meghan Markle ha indossato una di queste borse nel corso di un’uscita a cena con Cameron Diaz, Gwyneth Paltrow e i rispettivi coniugi. Come spesso accade con personaggi di questo calibro, le foto di Meghan Markle con la borsa di Cesta Collective si sono rapidamente diffuse accrescendo l’interesse nei confronti del brand. Sono state proprio le founder, Erin Ryder e Courtney Weinblatt Fasciano, a rivelarlo, raccontando di aver riscontrato «più vendite in un giorno di quante ne abbiamo mai avute». 

Dopo una nota di ringraziamento inviata dalle founder, Meghan Markle si è offerta di diventare il loro primo investitore esterno, acquistando una partecipazione di minoranza. Inoltre, nel corso dell’intervista, la duchessa di Sussex ha rivelato anche di aver scoperto il marchio durante una sessione di shopping online: «Passo molto tempo a cercare marchi su Google. (…) Cerco di trovare nuovi fantastici designer, specialmente in diversi territori», ha spiegato.

Consapevole dell’attenzione globale che può ricevere ogni capo da lei indossato, da anni Meghan Markle si impegna a supportare, tramite le sue scelte di stile e anche di investimenti, brand consapevoli e con un’occhio speciale nei confronti della sostenibilità. Cesta Collective, infatti, oltre a produrre borse fatte a mano dall’inizio alla fine, come scritto sul sito ufficiale del brand, realizza le proprie creazioni utilizzando risorse rinnovabili di provenienza locale, accuratamente lavorate dalle artigiane in Ruanda, Africa, pagate dal 500% al 700% in più dello stipendio medio nazionale in Ruanda. I materiali utilizzati sono il sisal o la rafia, intrecciati secondo una tradizione secolare del Ruanda, che vengono tinti utilizzando solo verdure biologiche. Questa attenzione nei confronti della materia prima rende le borse biodegradabili al 100%.

[📸 IPA]

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