McDonald’s vende il suo business in Russia

Dopo aver già dichiarato lo scorso 8 marzo di aver temporaneamente chiuso i ristoranti in Russia, ora, secondo quanto dichiarato in un comunicato stampa emanato nel corso della giornata di oggi – lunedì 16 maggio -, McDonald’s ha annunciato che venderà la sua attività nel Paese dopo oltre 30 anni nel Paese. «Siamo eccezionalmente orgogliosi dei 62.000 dipendenti che lavorano nei nostri ristoranti, delle centinaia di fornitori russi che supportano la nostra attività e dei nostri franchisee locali. La loro dedizione e lealtà nei confronti di McDonald’s rendono l’annuncio di oggi estremamente difficile» si legge nella nota emanata dal presidente e amministratore delegato, Chris Kempczinski, che prosegue con: «Tuttavia, abbiamo un impegno nei confronti della nostra comunità globale e dobbiamo rimanere saldi nei nostri valori. E il nostro impegno per i nostri valori significa che non possiamo più brillare lì [in Russia]».

La società cita quindi la guerra in Ucraina e l’ambiente imprevedibile nel quale i propri dipendenti sono costretti ad operare tra le ragioni per le quali sostiene che sia meglio lasciare il Paese. Attualmente, anche i ristoranti McDonald’s in Ucraina sono chiusi, sebbene la società abbia affermato di continuare a pagare gli stipendi pieni per i suoi dipendenti.

L’azienda ha aperto i ristoranti in Russia per la prima volta nel gennaio del 1990, sulle ceneri dell’Unione Sovietica. All’epoca McDonald’s divenne un simbolo della graduale apertura verso l’Occidente ma oggi, sempre secondo quanto riferito, la Russia avrebbe già sviluppato una sorta di sostituto della nota catena di fast food, sostenuta dal parlamento e con un marchio quasi identico.

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