McDonald’s: secondo l’inchiesta “BBC” in Gran Bretagna le molestie sono all’ordine del giorno

Violenze sessuali, razzismo, omofobia e molestie: viene così descritta la “cultura tossica” nell’ambiente lavorativo dei McDonald’s del Regno Unito. È stata la “BBC” a condurre l’inchiesta, iniziata a febbraio, dopo che McDonald ha firmato un accordo con la Commissione per l’uguaglianza e i diritti umani, impegnandosi a difendere i propri dipendenti dalle molestie e dichiarando a riguardo: «Abbiamo già una forte esperienza in questo settore». L’inchiesta è stata pubblicata nella mattinata di oggi, 18 luglio, e hanno preso parte più di 100 persone tra dipendenti ed ex-dipendenti, alcuni dei quali appena 17enni. In particolare, tra gli intervistati, in 78 hanno denunciato molestie sessuali, in 31 violenze sessuali, in 18 episodi di razzismo e in 6 di essere stati vittime di omofobia. A riguardo, “BBC” riporta che l’ente britannico per la tutela dell’uguaglianza ha dichiarato di essere «preoccupato» mentre McDonald’s, dal suo lato, ha detto di aver «fallito» e si è «scusato profondamente», aggiungendo che tutti i dipendenti meritano un posto di lavoro sicuro, rispettoso e inclusivo.

Alcuni tra i casi riportati sempre da “BBC”: un’ex lavoratrice, che all’epoca aveva 17 anni, è stata soffocata e palpata da un senior manager del ristorante di Plymouth, mentre un responsabile in turno le ha anche inviato immagini sessualmente esplicite. Un altro caso è quello di una lavoratrice dell’Essex che afferma di aver ricevuto abusi antisemiti, o ancora alcuni manager di una filiale in Galles hanno scommesso del denaro su chi fosse riuscito ad andare per primo a letto con una nuova recluta.

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