Mauro Repetto ospite a “Stasera c’è Cattelan” ricorda i tempi degli 883 e racconta l’origine dei balletti diventati cult

«Tante storie su di me? Rapito dagli alieni, in giro con Jim Morrison, gestore di un bar di Star Wars… Erano tutte vere». Su Mauro Repetto, storico componente degli 883, nel tempo si sono accumulate le leggende più disparate, e non poteva iniziare proprio da queste la sua intervista a “Stasera c’è Cattelan”, andata in onda il 3 ottobre su Rai 2.

Dopo aver parlato della sua vita da giovane a Pavia, con la madre che lo voleva laureato, Repetto non poteva non parlare dei tempi degli 883: «Io ci credevo davvero», ha raccontato, aggiungendo: «Abbiamo scritto “Come Mai”, “Hanno ucciso l’Uomo Ragno” ma ai discografici non sono piaciute, dicevano che non avevamo l’idea. Poi abbiamo portato a Cecchetto “Non me la menare”, un pezzo minore, e lui ha capito tutto, è stato un visionario».

Riguardo al suo ex compagno di viaggio, Max Pezzali, Mauro Repetto ha avuto parole di grande stima: «È la persona più interessante mai conosciuta in vita mia», ha detto a Cattelan, raccontando: «Ci siamo conosciuti al liceo. Lui aveva degli argomenti incredibili e cercavo a mia volta di interessarlo, mi inventavo delle cose. Ci siamo trovati perché l’avevano bocciato in terza, è uno dei più intelligenti d’Europa ma non aveva voglia di studiare in quel momento».

Ovviamente non poteva mancare un momento dedicato alle indimenticabili coreografie che Repetto costruiva per i brani degli 883. Una su tutte, quella durante “Nord Sud Ovest Est”. È bastato la domanda «Balli ancora?» perché Mauro scattasse in piedi riproponendo i passi che accompagnavano il brano del 1993. «Io mi concentravo a studiare tutte le ballerine rap di quegli anni, poi però improvvisavo» ha raccontato, aggiungendo: «Partivo con la voglia di fare qualcosa di serio ma poi non mi ricordavo più niente, facevo un random generale e veniva fuori quello che restava».

[Fonte Foto: Instagram @alecattelan; @instarai2]

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