Matches: Tom e Ruth Chapman parlano del crollo della piattaforma di e-commerce da loro fondata

In un’intervista rilasciata a WWD, i due founder di Matches, Tom e Ruth Chapman, hanno parlato della crisi di uno dei rivenditori leader dell’e-commerce di lusso, nato nel 1987 e oggi in amministrazione controllata dal Frasers Group di Mike Ashley. La crisi era già in corso da tempo, ma a darne un’importante accelerata ha contribuito, nel 2017, la vendita della piattaforma alla società finanziaria britannica Apax. All’epoca, infatti, il rivenditore multicanale aveva ricavi di quasi 300 milioni di sterline e un utile di 19 milioni di sterline: per questo i due founder erano molto fiduciosi del passaggio ad Apax, ma qualcosa sembra essere purtroppo andato storto, complice probabilmente la pandemia e la Brexit, che hanno reso più complicato il commercio internazionale.

Alla domanda su quali erano le aspettative nel 2017 in seguito alla vendita di Apax, Tom Chapman risponde: «Quando abbiamo venduto l’attività ad Apax, Ruth e io abbiamo detto loro: “Vogliamo essere sorpresi e deliziati da quello che fate. Non ci aspettiamo che tu faccia la stessa cosa che facciamo noi, falla diversamente». Ma questo, purtroppo, non è quello che è successo. Inizialmente entusiasti dell’operato del team di Apax, i Chapman hanno dovuto ben presto fare i conti con un evidente limite, che hanno così spiegato: «Sentivo che alcuni membri del team di gestione non erano abbastanza forti […] Non capivano che quando si gestisce un’attività di vendita al dettaglio, è necessario pensare assolutamente a ogni singolo aspetto, a ogni singolo dettaglio». È proprio questa mancanza di interesse attenzione verso il dettaglio e il consumatore è stato, secondo i founder della realtà omnicanale, quello che non ha funzionato.

I Chapman però, ormai, sono andati avanti: Tom, infatti, ha una nuova attività di interni domestici chiamata Abask, una piattaforma online che ha fondato con un ex collega di Matches, Nicolas Pickaerts; Ruth, invece, ha cambiato totalmente campo e si sta ora dedicando a scrivere sceneggiature. Nonostante la loro vita abbia ormai preso una piega totalmente diversa, entrambi si sono dichiarati rattristati e delusi dal crollo della loro azienda.

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