La donna più bella e sexy del mondo era anche autoironica? Stando a quanto si evince da questo curioso aneddoto sulla sua vita, pare proprio di sì. Stiamo parlando di Marilyn Monroe, la diva più diva in assoluto, la musa bionda e ammiccante del cinema degli anni ’50, l’icona fragile e spensierata di sensualità che ha fatto della sua immagine un mito destinato all’eternità. Le foto di Marilyn campeggiano ancora oggi ovunque, e il suo volto, il suo sorriso solare e quella capigliatura platinata e cotonata, sono praticamente onnipresenti. Vi è un curioso servizio fotografico che riguarda la diva, ovvero quello in cui indossa un sacco di patate. La storia che c’è dietro però, è ancora più curiosa e soprattutto ci offre uno spaccato reale sul carattere dell’attrice.
Nel 1952 la Monroe presenziò agli Henrietta Awards fasciata in un abito rosso, ma non riscosse il plauso della stampa. Due giornalisti infatti, nel descrivere la star, definirono il suo abito “cheap”, volgare, fin troppo stretto per la sua esuberante figura, e poco valorizzante. Descrivendo tutto ciò utilizzarono l’epiteto di “sacco di patate”, facendo riferimento alla grossolanità dell’abito e del portamento dell’attrice. In realtà, l’abito non era assolutamente di cattiva fattura, ma si trattava di una creazione del celebre couturier Oleg Cassini, che lo aveva inizialmente progettato per sua moglie Gene Tierney. Marilyn, da sempre famosa per le sue forme voluttuose, conferì all’abito una sensualità diversa, più sinuosa e aderente, ma decisamente seducente.
Dopo le critiche impietose dei giornalisti l’attrice non si fece tuttavia scoraggiare, dando adito a discussioni; decise, al contrario, di rigirare le critiche a proprio favore, dimostrando una non comune dose di scanzonata ironia, soprattutto se pensiamo a una celebrity del suo calibro. L’attrice si fece fotografare con indosso un sacco di patate in iuta, una risposta efficace e divertente alla stampa che l’aveva criticata. Negli scatti, anche con un sacco, la bellezza della diva non risulta assolutamente sminuita, dimostrando come il fascino sia una questione di personalità e non di vestiti. Una bella lezione di intelligenza da cui molte star ancora oggi dovrebbero prendere esempio.
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