Maria Luisa Trussardi: “La separazione tra Tomaso e Michelle non l’avevo prevista”

In una nuova intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, Maria Luisa Trussardi – vedova di Nicola Trussardi e madre di Beatrice, Francesco, Gaia e Tomaso – ha parlato della sua famiglia, dell’importanza della sanità mentale e, a seguito di una domanda postale, anche della separazione tra il figlio e Michelle Hunziker.

«Era vietato cadere in depressione, cosa impossibile dopo che è mancato Francesco. Beatrice dopo la morte del fratello mi disse: “Mamma ci devi aiutare”, ma la perdita di mio figlio era un fatto per me inspiegabile» racconta la donna originaria di Bergamo, la cui carriera si divide tra moda e lezioni universitarie, «Insegno dal 2004 Fashion studies: un corso in inglese suggerito dal professor Francesco Forte. Alla prima lezione c’era gente in piedi: ora ho l’Aula Magna».

La sua vita è stata inevitabilmente segnata da due grandi lutti, difficili da superare se non grazie all’aiuto di professionisti esterni. È infatti così che Maria Luisa Trussardi risponde alla domanda “Come ha superato tutto?”, «Andando in cura. Dopo la morte di mio marito, che era socio fondatore, mi hanno dato la Presidenza dell’Associazione Centro Dino Ferrari del Policlinico di Milano, che ho da 18 anni. Mi sono affidata al professor Elio Scarpini, un neurologo: prima di lui ho pensato al suicidio ma mi sono trattenuta per i miei figli. In fondo non sapevo come fare, perché avrei voluto che sembrasse una morte naturale. Le mie amiche mi volevano trovare uno psicanalista Lacaniano, 10 anni di terapia, mi viene da sorridere. Io non avevo tutto quel tempo: quando perdi un figlio è come se ti strappassero la pelle di dosso». 

E tra le difficoltà della vita e il simbolo di lifestyle che la sua famiglia rappresenta, c’è stato modo di parlare anche dell’ex nuora Michelle Hunziker con la quale, in veste di suocera, “andava d’accordo”. Parlando della separazione, però, Maria Luisa afferma: «Mi è spiaciuto, non l’avevo prevista, ma non potevo escludere che accadesse. L’incontro con Michelle è stato tenero: si capiva che non aveva avuto tante cose positive dalla vita. Ho un ricordo di semplicità: prendeva il caffè e sistemava la tazzina sul lavandino. Dopo sei mesi che la conosceva Tomaso mi disse: “Mamma la sposo, è una brava persona”».

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