Marco Bizzarri: l’ex CEO di Gucci parla del suo futuro imprenditoriale e dell’importanza dei direttori creativi

A poco più di un anno dall’addio a Gucci, Marco Bizzarri lo scorso aprile 2024 ha fondato la sua nuova società di investimenti Forel Fund, e al momento sembra ben deciso a non restare fermo, ma anzi a lanciarsi in nuove avventure imprenditoriali. Questo quanto dichiarato ieri alla Luxury goods conference di Mediobanca, dove l’ex CEO del brand del gruppo Kering si è espresso circa il suo futuro ma anche su quello del settore moda in generale.

«Quando dopo 18 anni sono uscito da Kering mi sono domandato cosa fare. Avevo ancora voglia di lavorare, ma volevo anche mantenere una certa autonomia. Così mi sono detto, perché non fare qualcosa un po’ più da imprenditore rispetto al passato?» ha dichiarato ieri durante la conferenza stando a quanto riportato da MFF. Bizzarri è uno che ha maturato significative esperienze con realtà differenti e stimolanti, come Stella McCartney, Bottega Veneta e poi Gucci, ma ora si dice entusiasta di essersi messo in proprio. «Ho capito che fare l’investitore high level non fa per me. Voglio stare sul campo e fare il lavoro di persona» ha aggiunto. Parlando poi del momento di crisi che il settore moda sta affrontando in questo delicato periodo storico, il manager ha affermato quanto in realtà siano proprio questi i momenti più propizi per i nuovi investimenti. «Si è creato sotto chi domina il mercato uno spazio per crescere, soprattutto nell’abbigliamento, e se riesci a trovare sul mercato marchi particolarmente capaci e non ancora sviluppati in tutte le regioni, ci sono ottime opportunità»

Ha inoltre specificato quanto sia normale e naturale l’andamento ondeggiante del mercato, ma che la cosa importante è che il brand mantenga salda e intatta la propria identità. Parlando delle eccellenze italiane, Bizzarri ha puntato l’accento proprio sul fatto che gran parte delle aziende di lusso sono guidate da manager italiani; una connaturata capacità del paese di saper percepire il bello, ma anche di essere abituato ad adattarsi velocemente ai cambiamenti. Qualità fondamentale in un settore soggetto a repentini mutamenti.

Infine, Bizzarri si è focalizzato sulla questione direttori creativi, un argomento che proprio nell’ultimo anno è stato particolarmente spinoso, in un valzer infinito di addii e nuovi arrivi, dove niente sembra aver più certezza. L’imprenditore ha sottolineato l’importanza di questa figura, e di come al giorno d’oggi i creativi soffrano per la mancanza di libertà e sperimentazione, continuamente soggetti a vincoli che ne limitano l’espressione al massimo. Il risultato sono collezioni monotone e noiose. È importante, inoltre, che il rapporto tra CEO e direttore creativo sia simbiotico, pur preservando ognuno la propria autonomia.

[📷 IPA]

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