Marc Jacobs: lo sfogo del designer contro un’anonima associazione animalista che accusa il brand di utilizzare ancora pellicce vere

Il mondo della moda è da sempre uno dei bersagli preferiti delle associazioni animaliste e ambientaliste, che da sempre accusano il fashion system di negligenza rispetto alle più diverse tematiche. Più di tutto, a finire spesso sotto inquisizione sono state le pellicce realizzate attraverso atrocità che vedono come vittime animali rinchiusi in appositi allevamenti. Con il tempo, decine di associazioni si sono battute per far sì che questa prassi fosse sospesa e, ad oggi, pare la maggior parte dei brand del lusso abbiano abbandonato quest’abitudine per abbracciare nuovi e più sostenibili metodi, che non comportano più lo sfruttamento degli animali. Del resto, le pellicce vere sono quanto di più anacronistico si possa desiderare di indossare, e le case di moda questo lo sanno bene.

A questa notte risale però un post diffuso attraverso il profilo Instagram di Marc Jacobs – direttore creativo dell’omonimo brand – che riporta queste parole: «Cari bulli, sento il vostro odio, rabbia e dolore. Rispetto i diritti di tutti dal primo emendamento, come faccio con tutti gli altri. Quello per cui non posso starmene seduto a guardare sono gli attacchi verbali, mentali e fisici ingiusti e ostili alle persone innocenti con cui lavoro da Marc Jacobs. Mi addolora arrendermi ai bulli. […] Purtroppo, nella mia situazione attuale con un’organizzazione radicale (che rimarrà senza nome) che sostiene di preoccuparsi della vita degli animali, mettendo in pericolo il benessere degli individui e delle comunità innocenti, non mi lascia altra scelta che arrendermi al bullo.»

Nelle parole di sfogo riportate da Jacobs nello stesso post, il brand, infatti, avrebbe smesso di utilizzare pellicce dal 2018, adottando, al contrario – come già altri marchi stanno facendo da tempo – quelle riciclate. A quanto pare questo non è servito a fermare gli attacchi degli animalisti e, in particolare, di quest’associazione – ancora anonima – da cui il designer dichiara di sentirsi letteralmente bullizzato, mettendo in discussione il suo lavoro e quello di tutti i suoi dipendenti. Non ci resta che aspettare i risvolti di questa vicenda.

[📷 Splash News / IPA]