Mandarin Jacket: l’eleganza d’ispirazione orientale da indossare ora

Giorgio Armani, che dello stile sofisticato, sobrio e poeticamente essenziale dell’Oriente è sempre stato un grande estimatore, ne ha fatto un punto di forza cruciale delle sue collezioni maschili e femminili. Stiamo parlando delle Mandarin jacket, il blazer o soprabito ispirato alla tradizione degli affascinanti paesi asiatici e che ora sta tornando a popolare i nostri armadi. Reinterpretato in chiave minimal chic nella contemporaneità, è l’item perfetto per stupire senza urlare, per fare la differenza attraverso il dettaglio e per conferire un immediato tocco esotico anche all’outfit più istituzionale e rigoroso. Anche definita come giacca alla coreana, la sua storia affonda le radici nella Cina imperiale, quella che il Paese ha attraversato in un arco temporale di 2000 anni, che va dal 1644 al 1912. Ai tempi, l’iconico collo alto diventato ormai di uso comune nel linguaggio della moda – lo scollo alla coreana – simboleggiava lo status dei burocrati mandarini. In seguito, i commercianti europei adottarono a loro volta questo stile identificandolo con la sopracitata definizione con cui è noto ancora oggi, diffondendolo in Occidente attraverso le uniformi militari. Anche il primo ministro indiano Jawaharlal Nehru la rese popolare a metà del XX secolo, chiamandola giacca Nehru, una giacca aderente con colletto alla coreana, mentre le dive di Hollywood degli anni ’20 e ’30 cominciarono a utilizzare questa giacca come una valida alternativa alle classiche proposte occidentali: sarà la passione dilagante per l’esotismo e il desiderio sempre più crescente di evasione e conoscenza, ma questa silhouette venne considerata un emblema di eleganza minimalista e rilassata.

Indimenticabili le foto di un’icona di stile senza tempo come ⁠Lee Radziwill, la sorella di Jackie Kennedy: musa di Andy Warhol e amica intima di Truman Capote, la socialite americana amava indossare questo stile di giacca orientaleggiante, in completi abbinati stile pajama in velluto nero, anticipando il concetto di effortless chic oggi tanto amato da icone come le sorelle Olsen. Non è un caso che in questo periodo storico in cui la moda si affaccia al passato come fonte primaria e inesauribile di ispirazioni la Mandarin jacket sia tornata nelle nostre wishlist: in un unico capo si riassumono efficacemente il multiculturalismo, l’eleganza quotidiana e rilassata, ma anche una voglia di differenziarsi dalla massa che ormai da anni ha imposto dei codici fin troppo noiosi e ripetitivi. Attraverso il suo scollo e la sua chiusura frontale con bottoni e gancetti, la Mandarin jacket sa essere sontuosa e discretamente eccentrica, senza mai eccedere. Vivendo ancora della fruttuosa eredità del quiet luxury, al momento le sue varianti più gettonate sono quelle in colori sobri come il nero, il beige e il bianco, in tessuti morbidi e preziosi come il velluto ma anche in quelli più strutturati come il cotone spesso e la lana. Nulla vieta comunque di sbizzarrirsi anche con le versioni meno minimal e più vistose, magari originali cinesi e ⁠iper-decorate come nella migliore tradizione locale. Da marchi statement come Dries Van Noten a small brand come l’olandese Róhe Frames, non vi resta che scegliere la vostra preferita.

[📷 Instagram: rohe_frames] 

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