Se vi dicessimo che insieme ad Armani, Versace e Valentino, negli anni ’70 della nascita del prêt-à-porter a Milano sono stati anche tanti altri a gettare le basi dell’eccellenza del Made in Italy nel mondo? Anche se i loro nomi sono spesso dimenticati la loro eredità è importante e ancora fonte d’ispirazione. Romeo Gigli, con il suo stile intellettuale, ricercato e a tratti esotico, specchio della sua stessa personalità colta e cosmopolita, fu uno dei primi outsider della vistosa moda anni ’80 e uno dei primi ad ispirarsi all’oriente anticipando il trend dei grandi designer giapponesi che sarebbe esploso negli anni ’90. Un simbolo di ricerca controcorrente, che insegna ancora oggi a perseguire nelle proprie idee. Krizia, ironica, materica, dirompente, si ispira al mondo dell’arte e propone una femminilità atipica per i suoi tempi, liberando la donna dai canoni pomposi della couture.
Il romano Roberto Capucci fu lo stilista di punta dell’aristocrazia romana e internazionale, nonché di Rita Levi Montalcini e costumista per il film di Pasolini “Teorema”; ancora oggi è importante ricordare il suo approccio sartoriale di altissima qualità, che è ciò che ha reso l’Italia famosa nel mondo. Walter Albini è invece stato il primo a comprendere il cambiamento nel rapporto tra moda e azienda, diventando pioniere assoluto del prêt-à-porter per come lo conosciamo oggi. Dell’ ”Architetto della moda” Gianfranco Ferrè sono rimasti solo 4000 capi d’archivio ma il suo contributo al mondo della moda mondiale è eterno; le sue linee, le sue strutture e i suoi volumi architettonici hanno rappresentato un punto di rottura nella storia della moda, aprendo quest’ultima ad un mondo più interiore ed impegnato, ancora oggi approccio utilizzato da designer come Jonathan Anderson. Mila Schön fu tra le designer più amate dalle esponenti dell’alta borghesia come Marella Agnelli, ma fu anche tra le prime a comprendere l’importanza di realizzare abiti pragmatici e portabili oltre che eleganti, come i suoi famosi cappotti reversibili ispirati ai tagli di Lucio Fontana.
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