Ma quindi, perchè gli influencer vanno al Festival del Cinema di Venezia?

Sono giorni che nei commenti ci continuate a scrivere: “Ma non è il Festival del Cinema? Che c’entrano tutti questi influencer?”. Domanda lecita. La Mostra internazionale del Cinema di Venezia è un punto di riferimento per il cinema italiano e internazionale, ma è anche un incredibile catalizzatore di attenzione mediatica, capace di attirare a sé brand e personaggi di ogni tipo. Ed è per questo che: sì, la presenza di influencer o personaggi che non c’entrano direttamente con il mondo del cinema è assolutamente normale. Anzi.

Prendendo in prestito le parole di ieri espresse da Andrea Delogu: «Li invitano, li pagano, e vanno. Non tolgono nulla a nessuno. Al massimo si dovrebbero lamentare i produttori del film rifiutando la promozione di quel personaggio, ma oh, spoiler, non lo fanno mai». A loro servono, continua la Delogu, ed effettivamente è questo il gioco delle parti. Oltre a una risonanza mediatica che di riflesso si ripercuote anche sui film in concorso e non, il principale motivo dietro la loro partecipazione è per i brand, che spendono e vogliono giustamente un ritorno. E per farlo usano le personalità più disparate, scelte come testimonial per esaltare i propri prodotti.

Da Armani a L’Oreal, solo per citarne alcuni, sono tanti i brand che partecipano a Venezia ogni anno. E di conseguenza hanno dei biglietti a disposizione per i grandi eventi, che mettono a disposizione dei propri ospiti. Funziona ed è sempre funzionato così, anche negli anni addietro quando non c’erano influencer o star dei social. Resta magari, nel dibattito, da considerare se questo è opportuno oppure no, per il vostro parere.

Un evento, proprio perché così importante, ha al suo interno anime che lo estendono e rendono sempre più popolare. Figuratevi, dopo anni di chiusure e restrizioni, quanto può essere invece positivo avere tutto questo movimento variegato attorno a una manifestazione del genere, che riattiva anche un benessere economico non indifferente. E pazienza se per gli integralisti questo sia eretico. Perché questo festival è di sicuro il segno di un Paese che ricomincia a camminare e festeggiare finalmente insieme.

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