Bicchieri per il brindisi pronti. Chicchi d’uva preparati, rigorosamente dodici. Le lenticchie portano soldi, quest’anno si mangiano per forza. Indumenti rossi ne abbiamo? Sembra una lista ormai scontata e forzata anche, a volte. Ma fa parte di una routine annuale, inscalfibile, che in fondo in fondo non ci annoia mai. O magari ci annoia, ma arriviamo al 31 dicembre stanchi, cotti. A volte tristi, a volte più allegri, con tante speranze attese o disattese, ma comunque in qualche modo ci auguriamo che tutti quei riti – spesso scaramantici – possano far scaturire un qualche tipo di magia. Ma chi vogliamo prendere in giro? Noi stessi. Perché abbiamo bisogno, almeno per una notte all’anno, di metterci alle spalle le fatiche, i dissapori o gli avvenimenti dei 364 giorni precedenti, augurandoci almeno per poco che tutto possa andar meglio.
E così è stato nei secoli dei secoli, o almeno nella storia recente, anche per gli altri prima di noi, che non potevano fare altrimenti negli infiniti capodanni del passato. Di persone comuni e personaggi celebri. A Milano, Roma, Londra, New York o magari a Kiribati, dove il capodanno lo festeggiano alle nostre 11, quando noi ancora stiamo facendo colazione magari. Gioia ed euforia, programmi da rispettare o feste a cui partecipare. Fiumi di champagne o semplicemente uno spumantino più normale. Cenoni infiniti o piccoli rinfreschi. Feste esagerate in compagnia dei migliori amici o eventi più ristretti. Vale tutto. Anche se ci sarebbe piaciuto cenare con Andy Warhol al Café Roma di New York, in una delle tante feste che animano la città prima della mezzanotte, dove l’attenzione si sposta inevitabilmente su Times Square. Oppure brindare con Sophia Loren, con Julio Iglesias, o magari semplicemente tornando al 1990, quando forse i presagi sugli anni a venire erano migliori di quelli di ora.
Basta pensare male, cerchiamo di essere ottimisti. E soprattutto di festeggiare come si deve, sobriamente o no, l’ultima notte dell’anno. Come si è sempre fatto e sempre si farà. Com’è che si dice, “buona fine e buon principio”? Ecco, nel dubbio non ci sentissimo, anche a voi e famiglia.
[📸 IPA; Getty Images]