Lo scorso 4 dicembre 2024, stando alla ricostruzione dei fatti, il 26enne Luigi Mangione avrebbe sparato al ceo di UnitedHealthcare, Brian Thompson. Arrestato lunedì 9 dicembre 2024 fuori da un McDonald’s in Pennsylvania con nello zaino una pistola compatibile con quella che sarebbe stata utilizzata per l’omicidio – realizzata con una stampante 3D -, ma anche documenti d’identità falsi e alcuni fogli, ritenuti dalla polizia una sorta di manifesto del suo gesto, secondo gli inquirenti Mangione avrebbe voluto sferrare un colpo mirato, ai danni di uno dei ceo più importanti del settore assicurativo e sanitario degli USA.
Mentre la sua figura, nel corso del tempo, ha fatto il giro non solo dei social ma del mondo intero, è arrivato oggi – lunedì 23 dicembre 2024 – per il ragazzo di origini italiane e proveniente da una famiglia del Maryland il momento di comparire in tribunale. Apparso sorridente, come si evince da alcune immagini condivise dai media statunitensi e riportato anche dal “New York Post”, Mangione “è entrato nella Corte Suprema di Manhattan alle 9:26” mentre, pare, “almeno due dozzine di donne gremivano l’aula del tribunale”.
Nonostante nelle scorse settimane si sia parlato a più riprese di Luigi Mangione come il certo omicida di Brian Thompson, nella giornata di oggi, presso il tribunale di Manhattan, alla domanda del giudice Gregory Carro, Mangione si è dichiarato “non colpevole” per i reati dei quali è stato accusato, tra i quali figurano “possesso di arma da fuoco e stalking a livello federale”. Inoltre, «la scorsa settimana [Mangione] è stato incriminato anche per 11 capi d’imputazione presso un tribunale statale, tra cui omicidio di primo grado a sostegno di attività terroristiche, omicidio di secondo grado e diverse accuse di possesso illegale di armi». Sempre stando a quanto si legge sul portale, l’avvocato di Mangione, Karen Friedman Agnifilo, avrebbe affermato davanti al giudice stesso e all’assistente procuratore Joel Seidemann di essere “molto preoccupata” per il “diritto dei suoi clienti a un giusto processo” poiché, sempre a detta sua, Mangione sarebbe «stato pregiudicato da alcune dichiarazioni rilasciate da funzionari governativi. È un ragazzo e viene trattato come una pallina da ping-pong umana» ha aggiunto.
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