Tra Luchè e Salmo è guerra aperta. L’ultimo round dell’incontro è iniziato il 4 luglio, quando il rapper napoletano ha pubblicato “Estate dimmerda 2”, un dissing contro il collega. Il brano è una risposta alle “64 Bars” per RedBull in cui Salmo aveva “dissato” proprio Luchè e il titolo stesso si ricollega ironicamente a un pezzo del 2017 proprio del rapper sardo. Meno di 24 ore dopo, Salmo ha pubblicato sul suo canale Youtube “Dove volano le papere”, un “contro dissing” a Luchè. Anche in questo caso il titolo gioca con quello di un album del rivale, “Dove volano le aquile”.
In questa storia, però, non c’è un attimo di respiro. Mentre Salmo sulle sue stories Instagram tira in mezzo anche Damiano dei Måneskin, reo di aver commentato il brano di Luchè con un “Ouch”, il rapper napoletano ha caricato su YouTube la sua “ultima parola”. Si chiama “Ho paura di uscire” (come un vecchio pezzo di Salmo). Sarà questo il colpo definitivo dell’incontro?
La faida “Salmo VS Luchè” ha però origini lontane nel tempo. Tutto risale al 2019, quando Salmo festeggiava il successo degli album “Machete Mixtape 4” e “Playlist”, definendoli i “due migliori album usciti tra il 2018 e il 2019”. Luchè vede questa dichiarazione come un’autoproclamazione offensiva per lui e molti altri colleghi e inizia così una serie di botta e risposta: Salmo in una storia IG definisce il collega napoletano “rapperino invidioso che dal vivo fa schifo”; Luchè risponde sostenendo che “Marylean”, canzone di Salmo contenuta nell’album “Playlist”, è copiata dalla sua “Je ce credevo”.
Pensate sia finita qui? Assolutamente no, anzi. La lotta è proseguita a suon di storie Instagram, cariche di insulti più che di rime. I brani pubblicati dai due negli ultimi giorni sono solo l’ennesimo capitolo di una faida degna di un film di Spike Lee o Guy Ritchie e che, siamo sicuri, non è ancora finita.