Parigi senza il Louvre non sarebbe Parigi. E il museo simbolo della cultura europea nel mondo non ha mai avuto così tanta risonanza come in questo ultimo periodo, tra mostre e progetti di restauro, dove la moda non assume solo un ruolo di contorno, ma di fondamentale connessione, come mai prima d’ora. Arte e moda sono tornate a comunicare tra loro, intrecciandosi in sodalizi che, seppur non permanenti, hanno permesso al grande pubblico la possibilità di comprenderne appieno l’importanza, tra due linguaggi che da sempre si ispirano a vicenda.

Se si pensa alla moda francese, probabilmente Louis Vuitton è tra i primi marchi a venirci in mente. Caposaldo indiscusso del Made in France, da Parigi ha conquistato il mondo intero facendo leva innanzitutto sulla pelletteria, vero fiore all’occhiello del marchio, ma anche attraverso collezioni che hanno messo a punto un tratto distintivo nella fashion week parigina. Se per l’uomo Pharrell Williams ha ben identificato la sua modalità d’espressione tra streetwear, urban culture e icone senza tempo, per la donna ci pensa ormai da 11 anni Nicolas Ghesquière, il direttore creativo che ha dato la sua cifra riconoscibile alle collezioni womenswear del colosso francese. E quando Louis Vuitton si unisce al Musée du Louvre, l’atmosfera non può che essere solenne. La location designata per lo show della Spring Summer 2026, tenutosi oggi, 30 settembre 2025, è l’appartamento estivo di Anna d’Austria, visitabile all’interno del Louvre e per l’occasione rivisitato dal set design di Marie-Anne Derville.

Stanze in cui l’opulenza è tangibile, tra marmi e affreschi barocchi, e che custodiscono importanti collezioni permanenti di sculture antiche sin dal Settecento, offrendo una cornice di eccezionale bellezza e rilevanza storica. La visione di Ghesquière per la donna Louis Vuitton si mantiene coerente nel tempo: sebbene non si tratti sempre di collezioni facilmente comprensibili al primo sguardo e che più volte rivelano connotazioni fin troppo articolate, negli anni hanno saputo conquistare un nutrito gruppo di appassionati, in primis celeb. Il futurismo, le costruzioni architettoniche e sperimentali, la capacità di plasmare la forma attraverso geometrismi a tratti irrealistici, sono da sempre parte del suo DNA, che ama tuttavia combinare a diversi elementi, di volta in volta. Riferimenti storici o folkloristici, utility wear e regressioni fantastiche, contemporaneità iconica: ogni reference viene presa dal designer e fatta propria, diventando a sua volta parte della narrazione dello show, che in ogni stagione preserva il suo status di “grandeur”.
La Spring Summer 2026 si introduce con un’aura di leggiadria che, tuttavia, rimane fedele allo sguardo del direttore creativo. Abiti da camera d’ispirazione lingerie reinterpretati alla Ghesquière maniera, ovvero prismatici, tridimensionali, volumetrici, inaspettati. Il romanticismo e la storia sono due parole chiave di questa collezione, dove il fantascientifico tanto amato dallo stilista si incontra con le principesse del passato. Tuniche drappeggiate ma dalle spalle strutturate, colletti Peter Pan resi più appuntiti che mai e la poetica del blazer, architettonicamente rivisto nelle silhouette triangolari. C’è un decorativismo minuzioso in tutta la collezione, con gemme preziose e ricami floreali scintillanti che fanno eco alle vesti nobiliari delle grandi corti. E non mancano poi turbanti, per un tocco di esotismo che tuttavia non rinuncia al touch “alieno” del designer, puff skirt voluminose e dai tessuti importanti, la maglieria che diventa punto focale dello show, abilmente manipolata per tradursi in nuove composizioni, compresi gli accessori, come testimoniano le long bag in maglia tricot da indossare a tracolla.

Ghesquière ha scelto di omaggiare la storia, a modo suo. Immancabile il parterre di ospiti celebri e ambassador internazionali in prima fila: l’attrice e icona contemporanea Zendaya, il global ambassador e cantante degli Stray Kids Felix, Jaden Smith, Emma Stone, Lea Seydoux, la cantante Lisa, la first lady Brigitte Macron solo per citarne alcuni.
[📸 Getty Images; IPA]