Quando la moda incontra l’arte il risultato può essere davvero unico. Un binomio creativo a cui ormai siamo abituati, ma poche collaborazioni hanno avuto una risonanza mediatica talmente forte da restare impressa nell’immaginario collettivo come quella che ha visto protagonisti Louis Vuitton e l’artista giapponese Takashi Murakami. L’arte di Murakami affonda le sue radici nella subcultura otaku, diffusasi negli anni ’80, che nasce come modo per superare il trauma del secondo conflitto mondiale, della bomba atomica di Hiroshima e Nagasaki e della sconfitta del Giappone. Rappresenta anche uno dei modi in cui i giovani giapponesi si sono adattati al mondo globalizzato: il suo elemento caratterizzante risiede nella presenza dei caratteri moe di anime e manga destrutturati dal loro contesto originale e remixati insieme ad altri elementi per creare una nuova sorta di linguaggio.


L’idea della collab è da attribuire al genio visionario e creativo di Marc Jacobs, al tempo direttore creativo del marchio francese e fermamente convinto dello scambio fruttuoso tra fashion e arte. Siamo nel 2003, nel pieno dell’estetica Y2K, tra loghi, colori ed esagerazioni che, proprio nelle ultime stagioni, sono tornati in auge. Jacobs convoca Murakami a Parigi per dar vita a una delle capsule più iconiche della maison, le borse Monogram Multicolor. Portata per la prima volta sulla passerella SS 2003, la borsa traduce l’estro e la cultura giapponese di Murakami su un’istituzione della pelletteria francese. Le celebri tele monogram di Louis Vuitton vengono riprodotte in una color palette di ben 33 colori, a scelta su sfondo bianco o nero.


In questo modo, anche un grande classico viene reinterpretato in chiave ironica e pop, consacrandola a oggetto di culto, desiderato dalle celeb e dalle trend setter di ieri e di oggi. Le Monogram Multicolor vengono avvistate al braccio di icone del periodo come Paris Hilton e Jessica Simpson, ma anche oggi è possibile vederle sfoggiate da star come Rihanna e Kim Kardashian, vere fan del vintage più esclusivo.
La collaborazione è un successo, e Marc Jacobs e Murakami scelgono di rinnovare questo connubio anche nelle stagioni successive. Dopo la Monogram Multicolor arriva infatti la Cherry Blossom Collection, sempre del 2003, caratterizzata da stampe di fiori di ciliegio, un tributo al tipico fiore giapponese. Seguono poi la collezione Panda del 2004, che si ispira chiaramente alla cultura anime e manga, la Cerises del 2005, con la golosa stampa di ciliegie rosse, quella MOCA Hands, realizzata nel 2007 in esclusiva per il Museum of Contemporary Art di Los Angeles, la Monogramouflage del 2008, lanciata come parte della mostra sul tema camouflage ai tempi in esposizione presso il Brooklyn Museum e la Cosmic Blosson del 2010.


La collaborazione tra Vuitton e Murakami termina quando Marc Jacobs cede il timone della direzione creativa a Nicolas Ghesquière, nel 2013. Tuttavia, attualmente si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile ritorno della collab; che sia l’effetto nostalgia per un passato gioioso e colorato, il ritorno del trend Y2K, la moda sempre più frequente di acquistare beni di lusso esclusivi e di passate collezioni, fatto sta che è molto probabile che in un futuro prossimo potremmo assistere a una rinnovata collaborazione tra la maison del lusso parigino e il celebre artista. Non ci resta che attendere se queste indiscrezioni avranno un effettivo e concreto riscontro, ma soprattutto cosa si inventerà questa volta Murakami per realizzare degli oggetti destinati, volente o nolente, all’eternità.
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