Louis Vuitton, continua la causa intentata dalla designer Paula Hian per violazione di copyright

Risalirebbe al 2022 la causa intentata dalla designer indipendente Paula Hian contro Louis Vuitton, accusato dalla stilista di aver violato il copyright di alcuni suoi design. Nello specifico, si tratterebbe dei design “Plaque D’egout”, “Ombre” e “Green Raffia”. L’accusa riguardo gli ultime due design citati, come riporta “The Fashion Law”, sarebbe stata respinta dal giudice John Murphy degli Stati Uniti, mentre una sorte diversa sarebbe recentemente stata decisa per “Plaque D’egout”, descritto come “un motivo a scacchiera in bianco e nero irregolare”.

Secondo quanto riportato dal portale, infatti, la Corte distrettuale per il distretto orientale della Pennsylvania sarebbe recentemente andata incontro a Paula Hian, affermando che il design “Plaque D’egout” sarebbe abbastanza simile ad alcuni dei design di Louis Vuitton, tanto che «un osservatore non esperto potrebbe non notare facilmente le differenze e considererebbe l’estetica complessiva come la stessa», nonostante ci sarebbero differenze «nella forma e le dimensioni dei quadrati». 

Inoltre, la corte avrebbe ritenuto una «possibilità ragionevole» il fatto che Louis Vuitton avrebbe avuto accesso al design di Paula Hian. Secondo quanto avrebbe affermato la designer, nel 2020 il vicepresidente della società di Paula Hian, PHC, avrebbe inviato un’e-mail a Louis Vuitton per presentare i propri progetti a Nicolas Bazire, il capo dello sviluppo e delle acquisizioni di LVMH, oltre che a un dirigente aziendale e membro del consiglio di amministrazione. Paula Hian non avrebbe mai ricevuto risposta ma sarebbe stata incoraggiata a “continuare a seguire e cercare” un incontro con Nicolas Bazire. Paula Hian avrebbe quindi sostenuto, nella sua denuncia, che Louis Vuitton «ha avuto accesso al design “Ombre” direttamente attraverso i materiali che [Paula Hian, ndr.] ha inviato a Bazire, perché gli era stato inviato in un’e-mail, stampato e messo sulla sua scrivania». La designer avrebbe sostenuto che Louis Vuitton avrebbe in seguito trovato gli altri due design «indagando» su Internet.

Dopo aver visto la somiglianza tra i design, Paula Hian sostiene di aver chiesto a Louis Vuitton di cessare la presunta violazione del suo lavoro. Una richiesta rifiutata che avrebbe portato la designer a intentare la causa per violazione ai sensi del Copyright Act e del Lanham Act, oltre che violazione delle leggi statali sulla concorrenza sleale e richieste di arricchimento ingiusto, affermando che la presunta violazione di Louis Vuitton si estende a «concetti di marketing che combinano elementi dei disegni originali di materiali, proprietà intellettuale e diritti d’autore». L’avvocato di Louis Vuitton avrebbe sostenuto che le rivendicazioni di Paula Hian ai sensi del Latham Act e dello statuto sulla concorrenza sleale della Pennsylvania dovrebbero essere rifiutate in quanto la designer non avrebbe sostenuto l’esistenza di un marchio protetto.

[📸 louisvuitton.com]

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