Lorde, il nuovo album Virgin è un tripudio di energia e libertà

Il nuovo album di Lorde, Virgin, è finalmente tra le mani e nelle cuffie degli ascoltatori, che da oggi – 27 giugno 2025 – possono aggiungerlo alle loro playlist. Dopo una lunga attesa, la cantautrice neozelandese ha pubblicato undici nuove canzoni, di cui tre già rilasciate nei mesi precedenti, che raccontano un nuovo capitolo del suo viaggio musicale. La regina di Royals è cambiata parecchio negli anni, ed è in parte diversa rispetto a come la ricordavamo nel 2021, anno in cui uscì il suo terzo album in studio, Solar Power.

In Pure Heroine, per esempio, la copertina era scura, di un nero intenso. Virgin, invece, rappresenta tutto ciò che è chiaro e luminoso: “come l’acqua del bagno, le finestre, il ghiaccio”, ha dichiarato Lorde lo scorso aprile. Un’altra novità riguarda i nomi dei collaboratori coinvolti nella realizzazione dell’album, tra cui Jim-E Stack, Daniel Nigro e Dev Hynes. Assente, invece, Jack Antonoff, storico produttore di Melodrama e Solar Power, che non viene menzionato in questo nuovo progetto.

Il suo stile e il suo timbro di voce restano inconfondibili, così come la sua capacità di rimanere fedele a sé stessa: tuttavia, le chitarre acustiche e i suoni leggeri di Solar Power lasciano spazio a qualcosa di più energico. Virgin è un album più ritmato, rumoroso, audace. La musica di Lorde torna a essere intensa, perfino invadente: è come una rivoluzione già cominciata.

La traccia che apre l’album è Hammer, una delle più discusse per il passaggio in cui Lorde ammette di sentirsi talvolta donna e talvolta uomo. Si tratta di una canzone riflessiva e rivelatrice, in cui la cantante si interroga sul concetto di genere. Il brano più potente, invece, potrebbe essere Shapeshifter: durante l’ultimo minuto, le parole si ripetono e la musica si accumula, sfiorando i ritmi dell’elettronica, in un’esplosione di energia.

[📷 IPA]

Condividi l'articolo sui social: