Longevity: la nuova ossessione delle aziende di lusso è garantire una vita sempre più lunga

Non è la moda, non è la gioielleria e non è nemmeno il settore beauty: al momento, il settore in cui vale la pena investire energie e ricerca è quello della longevity. Un mercato trasversale che tocca fashion, beauty, wellness e tech e che nel mondo vanta oltre 185mila aziende coinvolte. Questi i dati riportati dall’Annual longevity investment report, secondo cui nell’ultimo anno gli investimenti hanno toccato quota 8,49 miliardi di dollari (pari a circa 7,36 miliardi di euro al cambio di oggi), con una proiezione di crescita del 15% nel 2025.

Anche il mondo del lusso e del beauty sta cavalcando l’onda. L’Oréal è stata una delle prime aziende a esibire il suo nuovo approccio alla bellezza, scegliendo testimonial longeve e inaugurando un approccio pro-age sempre più sofisticato. Dior science può essere invece considerata come una vera e propria mini-accademia interna: 600 ricercatori, 18 esperti internazionali e un focus sui biomarcatori che anticipano l’invecchiamento, con l’obiettivo non di fermare il tempo ma di gestirlo. EssilorLuxottica ha introdotto la longevity nella tecnologia wearable di Nuance, gli occhiali che integrano un dispositivo acustico nella montatura, cancellando lo stigma degli apparecchi uditivi e trasformandoli in un accessorio di stile.

«⁠nel 2031 avremo tre milioni di italiani in più nella fascia over 55 e 4,6 milioni in meno nella fascia più giovane. In questo scenario, il concetto di longevity si traduce in nuovi approcci: non più solo cosmetici anti-age, ma anche pro-age e la valorizzazione del proprio sé», ha dichiarato a MFF Benedetto Lavino di Cosmetica Italia. Prospettive che solo fino a pochi anni fa sembravano fin troppo visionarie, ora trovano una loro concretezza: negli ultimi 25 anni la ricerca sull’invecchiamento ha già superato i 12,6 miliardi di dollari, confermando che il «vivere più a lungo e meglio» non è più un tema da convegno medico, ma un business strutturato. A dominare la scena è Altos Labs, che dal 2022 ha raccolto tre miliardi, attirando scienziati superstar e aprendo centri tra Stati Uniti e Giappone. Accanto al gigante si muove Retro Biosciences, sostenuta da Sam Altman, partita con 180 milioni per estendere la healthspan. NewLimit ha già superato i 200 milioni. Poi c’è l’altra metà della longevity economy: quella che vive nel quotidiano, con integratori, programmi di benessere e cosmetica evoluta. Qui spiccano Elysium health, con 400 milioni raccolti, e Viome life sciences, con oltre 230 milioni di dollari.

Intanto, la Società italiana di gerontologia e geriatria ha dichiarato nel 2018 che l’ingresso nella terza età si sposta da 65 a 75 anni, confermando un’aggiunta di ben dieci anni in più. E l’Oms prospetta un mondo che vive più a lungo: dal 2000 al 2020 l’aspettativa di vita globale è salita da 66,8 a 73,4 anni. In Italia, nel 2023, si parla di 81,1 anni per gli uomini e 85,2 per le donne: un Paese che vedrà la quota over 65 crescere dal 24% del 2020 al 33% nel 2040, quasi 19 milioni di persone.

[📷loreal-paris.it]

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